venerdì 20 aprile 2018

Sabato e domenica con due miei libri!

Eccomi con i primi live per Racconti Americani e In quanti siamo rimasti in questo caffè - i miei ultimi due libri.
Il primo appuntamento è fissato per sabato 21 aprile alle 17.30 a Brento, nel comune di Monzuno (Bo). In occasione della Festa Internazionale del Libro, verrò intervista da Loris Arbati. Con me, molti altri scrittori e poeti. Beccateve la locandina! 



Il secondo appuntamento mi vedrà insieme al mio editore, Edizioni del Faro, domenica 22 alle 17 a Montebelluna (Tv). Dialogherò sempre sui miei due ultimi libri, sarò ospite della manifestazione Editori in piazza.
Guarda che copertine! 

martedì 17 aprile 2018

Una bella intervista televisiva

Eccovi l'intervista, andata in onda nello scorso weekend, che mi ha fatto il caro Aldo Jani. Spero vi piaccia!


Nel prossimo post, qualche news sui primi live! Intanto, se volete acquistare il mio ultimo libro... Racconti americani.

sabato 14 aprile 2018

Qualche idea (americana) per il weekend

Qualche giorno fa, esattamente il 12 aprile (1861) è stato l'anniversario dello scoppio della Guerra Civile Americana.
Non sono qui per raccontarvi cosa successe, più o meno tutti lo sappiamo. Però, visto che durante il weekend avrete tempo libero, vi invito ad ascoltare John Brown's Body, composta proprio intorno al 1861. Divenne una delle più famose canzoni nel corso della guerra di secessione americana dove veniva usata come marcia militare e canzone di battaglia e lo stesso John Brown divenne un martire della causa nordista. E' assurta a simbolo del sentimento abolizionista dell'Unione che, secondo la propaganda unionista, si batteva per la libertà degli schiavi e l'uguaglianza degli uomini contro i Confederali (Stati Confederati d'America) che invece sarebbero stati i difensori della schiavitù. Il canto fa riferimento al famoso episodio di John Brown. Un abolizionista nero che nel 1859 tentò di dare il via a una rivolta in Virginia per liberare gli schiavi e per questo venne condannato a morte.


Ma anche a leggere La capanna dello zio Tom, che molti critici ritengono che esso possa aver alimentato la causa abolizionista. Solo negli Stati Uniti, nell'anno successivo alla sua pubblicazione ne furono vendute 300.000 copie. Il figlio dell'autrice scrisse che quando il presidente Lincoln incontrò l'autrice, H.B. Stowe, all'inizio della guerra dichiarò: "Allora questa è la piccola signora che ha scatenato questa grande guerra".

mercoledì 11 aprile 2018

Ci siamo!

E fu così che anche Racconti Americani venne al mondo. Come sempre mi capita, auguro buona vita e spero sia felice. Io lo sono già!
Queste le prime date di presentazione, prossimamente sarò più preciso nelle info dei vari eventi. A proposito, sabato e domenica andrà in onda una mia intervista, canale 13 e canale 86.
Se poi volete leggervi una bellissima recensione, eccovi il blog di Sara Bao: rocknroll398.wordpress.com/raccontiamericani

21 aprile, Brento - BO
27 aprile, Monzuno - BO
28 aprile, Zero Branco - TV
4 maggio, Alessandria
5 maggio, Piove di Sacco - PD
26 maggio, Bologna
7 giugno, Bologna
16 giugno, Borgo La Scola - BO
1 agosto, Loiano - BO

Ho già un po' di copie del libro, potete acquistarlo da me, scrivendomi a maurofornaro76@gmail.com, ma anche durante le presentazioni. O direttamente dal sito dell'editore, il cui articolo di presentazione del libro è questo: www.edizionidelfaro.it/fornaro/raccontiamericani. Il libro è acquistabile nelle librerie, online e non. 

venerdì 6 aprile 2018

Un anniversario, ma non solo...

L'8 aprile sarà l'anniversario della nascita di uno degli scrittori che amo di più, John Fante. Lo scrittore italo americano nacque a Denver l'8 aprile del 1909. E' il classico scrittore di cui bisogna conoscere la vita per capire bene le sue opere, di cui vi consiglio Chiedi alla polvereLa confraternita dell'uvaSogni di Bunker Hill, anche se in realtà vi direi di leggere tutti i suoi libri, romanzi e racconti. 
Trovo che una sua caratteristica meravigliosa fosse la semplicità dello stile. Unita all’italianità che in Fante è fondamentale e si ritrova in tutta la sua opera, per far capire che gli italiani, gli immigrati in generale, non erano poi così male. E poi? Poi il suo alter ego si chiama Arturo Bandini, un giovane che non diventa mai vecchio e vuole diventare scrittore, nonostante tutte le difficoltà di materiali e creative. Forse mi ci ritrovo.
Vi lascio con una sua frase, che però rivedrete nel mio prossimo libro...

Il male del mondo non era più tale, ma diventava ai miei occhi un mezzo indispensabile per tenere lontano il deserto.

mercoledì 4 aprile 2018

Primi appuntamenti con me!

In occasione della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, proclamata come ogni anno per il 23 aprile, appuntamento fisso fondamentale nel calendario delle manifestazioni culturali italiane e internazionali, avrò l'onore di presentare i miei libri a Brento, frazione del comune di Monzuno nell'appennino bolognese. 
La prima edizione della "Giornata" si è tenuta nel 1996 a seguito di una risoluzione dell’Unesco (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) dell’anno precedente. Da allora viene istituita ogni anno il 23 aprile con numerose manifestazioni che si tengono in tutto il mondo. Con questa giornata l’Unesco vuole rendere omaggio al libro come strumento di educazione e confronto, ma anche far riflettere sulla situazione degli autori e dell’editoria, evidenziandone prospettive e problemi. La tradizione vuole che proprio nel giorno di San Giorgio ogni uomo doni una rosa alla sua donna. Così ancora oggi i librai della Catalogna usano regalare una rosa per ogni libro venduto il 23 aprile. 
Quindi, vi do appuntamento a Brento, sabato 21 aprile, insieme a me tanti altri autori. Vi darò altre info nei prossimi giorni. Ah, dimenticavo: c'è pure da mangiare!





lunedì 2 aprile 2018

Storie di pirati

Proprio nei giorni in cui sto rileggendo un capolavoro della letteratura per ragazzi, L'isola del Tesoro, mi capita di imbattermi in un articolo - completo lo trovate qui: blitzquotidiano.it/piratablacksam - che parla di uno dei pirati più famosi di tutti i tempi. Buona lettura!


In America gli archeologi hanno scoperto una fossa comune con 100 corpi che potrebbe essere la più grande degli Stati Uniti e luogo di sepoltura dell’equipaggio del famigerato pirata Samuel “Black Sam” Bellamy. Una scoperta che avviene a distanza di 300 anni dalla loro morte dopo il naufragio a Cape Cod il 25 aprile 1717. Al disastro sopravvissero soltanto due uomini sui 146 a bordo della Whydah Gally e nove in totale su tutta la flotta di Bellamy.
Black Sam è considerato il corsaro di maggior successo di tutti i tempi. Nel corso della sua breve e folgorante carriera ha catturato e saccheggiato più di 53 navi per un bottino stimato intorno agli attuali 130 milioni di dollari.
Nel corso del naufragio molti uomini annegarono, i corpi trasportati a riva furono sepolti dai locali. E ora, nel promontorio di Cape Cod, nel Massachusetts, è stata scoperta la fossa comune dove si ritiene siano sepolti i corpi dell’equipaggio di Bellamy.
Nei sotterranei, gli archeologi hanno scoperto ceramiche, posate del XVII secolo e le fattorie dei locali che per primi accorsero dopo il naufragio e sperano che la fossa comune, una volta completati gli scavi, diventi un sito commemorativo.
Lo scorso febbraio gli archeologi, durante una ricerca nel relitto della Whydah, hanno ritenuto di aver trovato i resti di Bellamy. Il DNA del pirata è attualmente confrontato con quello di un discendente maschio vivente.
Rispetto alla recente scoperta, Casey Sherman, che sta conducendo un’indagine sulla Whydah, ha dichiarato al Telegraph: “Pensiamo di aver trovato la più grande fossa comune degli Stati Uniti. E’ una terra sacra, quasi ogni giorno scopriamo qualcosa in più sul naufragio avvenuto 300 anni fa”.
I resti del relitto del Whydah furono rinvenuti nella penisola di Cape Cod nel 1984. Il tesoro a bordo si era inabissato nell’oceano, la maggior parte dell’equipaggio era morta...
Dopo la scoperta del relitto furono recuperati oggetti e resti umani racchiusi in una massa indurita di sabbia e pietra. La Whydah era una nave all’avanguardia costruita nel 1715 in Inghilterra, pesava 300 tonnellate, era lunga 31 mt, a bordo c’erano 18 cannoni.
A mezzanotte del 26 aprile 1717, Bellamy e l’equipaggio furono colti da una violenta tempesta a Nor’easter al largo di Cape Cod. La nave entrò in collisione con un banco di sabbia, si capovolse e affondò tra rabbiose raffiche di vento e onde gigantesche.
Sopravvissero solo due dei 146 uomini a bordo e, nei giorni successivi, più di 100 membri dell’equipaggio furono portati a riva e sepolti in Massachusetts. Tra i due superstiti c’era il gallese Thomas Davis, che anni dopo riferì quanto era accaduto: ciò che si conosce su Bellamy è grazie ai racconti del falegname.
Black Sam era nato nel Devonshire, in Inghilterra, e si arruolò nella marina militare britannica poi iniziò l’attività bucaniera diventando, nonostante la breve carriera, il principe dei pirati.
La sua strategia consisteva nell’utilizzare due navi: una più grande pesantemente armata e una più piccola per bloccare e catturare i bersagli. I suoi gusti personali erano costosi: gli piacevano gli abiti appariscenti, soprattutto i cappotti neri, e solitamente nella fusciacca nascondeva 4 pistole.
Fu chiamato Black Sam perché non portava la tipica parrucca incipriata alla moda del Settecento, ma lasciava sciolti i lunghi capelli neri, legati a coda di cavallo.
Alto, forte, educato ed elegante il Principe dei Pirati riscuoteva grande successo con le donne.
Lasciò la moglie e il figlio in Inghilterra per iniziare la nuova vita in mare, navigò verso la costa della Florida per cercare il tesoro spagnolo nascosto negli abissi...