venerdì 30 dicembre 2016

Allegro ma non troppo...

Ultimo post dell'anno, come tutti gli anni presento il solito post.
Dovremmo tutti cercare noi stessi nei libri, chi non lo fa evidentemente si mette nelle mani di altri che, giustamente, ne approfittano. I politici italiani vivono su questo principio. Il popolo blatera su internet ed è felice così... A proposito di politici, di stupidi e di italiani, vi consiglio un fantastico libro, libro che consiglio ogni anno: Allegro ma non troppo di C.M. Cipolla. Nel libro Cipolla tratta delle leggi fondamentali della stupidità umana. Ogni essere umano, ogni italiano, dovrebbe leggere questo libro ogni anno. Ma il problema è che gli stupidi non capiscono...

Vi riepilogo le leggi cinque leggi fondamentali, se volete avere una idea più chiara del libro:leggifondamentalistupiditàumana/cipolla.1^: Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione. 2^: La probabilità che una certa persona sia stupida é indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona, spesso ha l'aspetto innocuo/ingenuo e ciò fa abbassare la guardia. 3^: Una persona stupida è chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita. 4^: Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. 5^: La persona stupida é il tipo di persona più pericolosa che esista.  


Ci si vede il prossimo anno e non perdete la speranza, la vostra speranza siete voi. Basta sfatare quelle cinque leggi.

lunedì 26 dicembre 2016

H. Miller

Oggi è l'anniversario della nascita di Henry Miller, 26 dicembre 1891, per molti versi il papà della Beat Generation. Da lui è partita l'idea del romanzo autobiografico, con espliciti eccessi sessuali e di stile di vita, mixato con passi di saggio. Insomma, prima di leggere Kerouac e tutti gli altri beaters, dovreste leggere Tropico del Cancro, Tropico del Capricorno e Primavera nera

In questi giorni mi sto rilassando molto, non perché sia successo chissà cosa di importante, solo ho deciso di passare le feste con le persone che amo. Come direbbe il vecchio Miller "In un giorno come oggi capisco quel che vi ho già ripetuto cento volte: che non c’è niente di sbagliato al mondo. Quel che è sbagliato è il nostro modo di guardarlo."

venerdì 23 dicembre 2016

Santa Claus is comin' to town

Tiro il fiato per qualche giorno, vi auguro di passare delle serene feste, ebbene sì, anche noi non credenti abbiamo un cuore, e di amare. Senza l'amore non siamo nulla!



mercoledì 21 dicembre 2016

Io e il mio blog

Ho pubblicato per la prima volta dal mio blog il 25 maggio del 2011, da allora ho fatto quasi ottocento post e non sono ancora stanco per pensare di fermarmi. Da qualche giorno ho raggiunto un traguardo, piccolo se paragonato al grande mondo del web, grandissimo se penso che il mio blog è sostenuto soltanto dalle mie forze, evidentemente qualcosa di interessante ogni tanto riesco a scriverlo, il traguardo di cui vi voglio parlare è quello delle centomila visualizzazioni. Frutto di tanta dedizione e rispetto per la scrittura. Cosa che mi ha insegnato colui che mi ha aiutato a diventare scrittore e blogger. Grazie, Charles Bukowski!

Scrivo ancora. Nei primi quattro mesi di quest’anno ho scritto duecentocinquanta poesie. Sento ancora la follia scorrermi dentro, ma ancora non ho scritto le parole che avrei voluto, la tigre mi è rimasta sulla schiena. Morirò con addosso quella figlia di puttana, ma almeno le avrò dato battaglia. E se fra voi c’è qualcuno che si sente abbastanza matto da voler diventare scrittore, gli consiglio va’ avanti, sputa in un occhio al sole, schiaccia quei tasti, è la migliore pazzia che possa esserci, i secoli chiedono aiuto, la specie aspira spasmodicamente alla luce, e all’azzardo, e alle risate. Regalateglieli. Ci sono abbastanza parole per noi tutti. (da La mia pazzia, p. 93 – Charles Bukowski)

lunedì 19 dicembre 2016

Qualche considerazione su ciò che dovrebbe essere lo sport

Qualche considerazione sullo sport, o su quello che dovrebbe essere. Vi do qualche dato emerso da una inchiesta di nove mesi realizzata dai quotidiani Indianapolis Star e USA Today, l'articolo completo lo trovate qui: ilpost/pedofiliaginnasticaUSA.
Oggi parlerò di pedofilia nello sport. Nell'indagine è emerso che, negli ultimi 20 anni almeno 368 ginnasti e ginnaste (la maggioranza) americani hanno subito qualche forma di abuso sessuale da parte dei propri allenatori o da altre persone che lavoravano nelle palestre. I giornalisti di Indianapolis Star e USA Today hanno scoperto che molti allenatori licenziati o costretti a dimettersi non sono stati espulsi da USA Gymnastics, la federazione sportiva statunitense per la ginnastica (che ha sede a Indianapolis), e per questo hanno potuto trovare lavoro in altre palestre anche dopo essere stati licenziati. Non trovate che in qualche maniera sia una forma di doping o comunque di mancanza di lealtà sportiva? 
Tra le altre cose l’inchiesta ha scoperto un caso in cui bambine di 6 anni sono state fotografate nude, uno in cui un allenatore era solito mettere le dita sotto i body delle ginnaste, un altro in cui un allenatore faceva sesso ogni giorno con una ragazza di 14 anni. Il numero delle vittime di abusi potrebbe essere molto più alto rispetto ai casi che si conoscono.
Tra i molestatori - 115 quelli provati - ci sono l’ex allenatore Jeffrey Bettman, che al momento sta scontando una condanna di 25 anni di carcere per aver fatto 469 video pedopornografici mettendo delle telecamere nascoste negli spogliatoi delle palestre dove lavorava: 49 bambine e ragazze con età compresa tra gli 8 e i 16 anni sono state riprese da Bettman, in Oregon e in California. Prima di essere condannato l’anno scorso, Bettman ha lavorato per anni in diverse palestre, nonostante in due di queste fosse stato licenziato per avere avuto dei “comportamenti inquietanti” e fosse stato accusato di aver molestato una ginnasta. L’ex allenatore William McCabe invece era stato licenziato da due palestre della Florida prima che nel 2006 fosse condannato da un tribunale della Georgia, sempre per aver filmato dei bambini negli spogliatoi. L’ex allenatore Ray Adams invece è stato assunto in una palestra nonostante fosse stato licenziato o costretto a dimettersi da altre sei nel corso degli anni – in Missouri, Illinois, Ohio e Florida – perché non c’era nessuna denuncia a suo carico e USA Gymnastics non l’ha espulso.
Capita molto spesso che la federazione non venga informata dei licenziamenti dovuti a sospetti di molestie, perché, secondo l’inchiesta, nell’ambiente è molto frequente la tendenza a ignorare il problema nel timore dei gestori delle palestre di essere danneggiati dalle denunce verso i propri allenatori. Alcune ginnaste hanno raccontato di essere state convinte da altri allenatori, gestori di palestre e genitori a non parlare degli abusi subiti.
Lo scorso settembre Larry Nassar, ex medico di USA Gymnastics, è stato accusato di aver aggredito sessualmente più volte due ex ginnaste, tra cui un’atleta olimpionica. Alcuni degli abusi sono avvenuti tra il 1994 e il 2000, quando la vittima era minorenne. In seguito Nassar è stato licenziato dal suo posto di insegnante e medico all’Università del Michigan, da cui sono arrivate altre 16 accuse di molestie a suo carico.
Secondo l’inchiesta le misure preventive non sono state abbastanza rigide e per questo non hanno avuto l’effetto sperato. USA Gymnastics non può imporre vincoli troppo stretti alle palestre dato che queste sono indipendenti e le federazioni sportive nazionali non possono imporre alcuni tipi di regole in tutti i diversi stati americani. L’inchiesta dell’Indianapolis Star e di USA Today, dicono i giornalisti coinvolti, è stata in parte ostacolata da USA Gymnastics che ha cercato di impedire ai giornalisti di accedere a documenti riservati su come la federazione ha trattato i casi di molestie.
Che si parli di doping vero e proprio, che si parli di violenze e abusi, tutto il mondo è paese...

sabato 17 dicembre 2016

Continua sempre a pensare

Lo scorso 30 novembre vi proposi un post - maurofornaro.blogspot/molteforteincredibilmentevicino - su di un bellissimo libro che, colpa mia, sto ancora leggendo. Colpa mia perché gli sto dedicando poco tempo. Ho già parlato molto bene di Molte forte, incredibilmente vicino, così come del suo autore, Safran Foer. Oggi vi propongo qualche altra riga e vi auguro buon week end.

… ricordo un unico pensiero nella mia mente: Continua a pensare. Finché continuo a pensare sono vivo, ma a un certo punto smisi di pensare, e la prima cosa che ricordo poi è di avere sentito un freddo atroce, e capii di essere steso a terra…

Non smettere MAI di pensare, anche se a volte sembra di cadere nel baratro delle paure e, altre volte, il pensare può portare a inutili e facili entusiasmi. Pensare, pensare, questo è il vero progresso umano. L'unico possibile.

giovedì 15 dicembre 2016

Twain e il Natale

Vi riporto la lettera che Twain ha scritto alla figlia Susy fingendosi Babbo Natale. Lettera che probabilmente risale al 1878, quando la bimba aveva sei anni, fu scritta da Twain per far sì che sua figlia vivesse la magia del Natale nel modo migliore possibile.
L'articolo completo lo trovate qui: libreriamo/letteramarktwain, in ogni caso, riporto in maniera completa la lettera di Twain. Scusate, di Babbo Natale.

Palazzo di San Nicola, sulla Luna
Mattina di Natale
Mia cara Susy Clemens,
ho ricevuto e letto tutte le lettere che che mi avete scritto tu e la tua sorellina… so leggere senza alcun problema la grafia frastagliata e fantasiosa, tua e della piccola. Ma ho avuto qualche problema con le lettere che avete dettato a vostra madre e alle balie, perché sono straniero e non so leggere bene in inglese. Vedrete che non ho commesso errori per quanto riguarda le cose che tu e la piccolina avete chiesto nelle vostre lettere – sono sceso lungo il vostro camino a mezzanotte mentre dormivate e vi ho portato tutto personalmente – e ho anche dato un bacio a entrambe… Ma… c’erano una o due piccole richieste che non ho potuto esaudire, perché abbiamo finito le scorte…

C’erano una o due parole nella lettera della tua mamma che… penso fossero “un baule pieno di vestitini per le bambole”, è così? Mi farò trovare alla porta della cucina intorno alle nove di questa mattina per chiedertelo. Ma non devo vedere nessuno né parlare con nessun altro a parte te. Quando il campanello della cucina suonerà, George deve essere bendato e mandato ad aprire. Devi dire a George di camminare in punta di piedi e di non parlare – altrimenti morirà, un giorno. Quindi devi salire nella cameretta e stare in piedi sulla sedia o sul letto della tata e appoggiare l’orecchio al citofono che dà sulla cucina e, quando io ci fischierò dentro, dovrai dire: «benvenuto, Babbo Natale!» Quindi ti chiederò se era un baule che volevi. Se dirai di sì, ti chiederò di che colore lo vuoi… e dovrai descrivermi in ogni singolo dettaglio le cose che vuoi che contenga. Quindi, quando dirò: «arrivederci e buon Natale alla mia piccola Susy Clemens» tu devi dire «arrivederci, buon vecchio Babbo Natale, ti ringrazio moltissimo». Quindi devi scendere nella biblioteca e dire a George di chiudere tutte le porte che danno sulla sala e tutti devono stare fermi per un pochino. Andrò sulla Luna e, in pochi minuti, prenderò le cose che mi avete chiesto, tornerò passando per il camino della sala – se vuoi un baule – perché non posso far passare un baule dal camino della cameretta, sai… se lascio della neve nella sala, dite a George di spazzarla nel camino perché io non avrò il tempo di farlo. George non dovrà usare la scopa, ma uno straccio – o di nuovo, un giorno morirà… se i miei stivali lasciano una macchia sul marmo, George non dovrà pulirlo con la pietra pomice. Lasciatela lì per sempre a memoria della mia visita, e ogni volta che la guarderai o la mostrerai a qualcuno, deve ricordarti sempre di essere una brava bambina. Ogni volta che ti comporterai male e qualcuno ti indicherà quella macchia che lo stivale del buon vecchio Babbo Natale ha lasciato sul marmo, cosa dirai, piccolo tesoro mio?

Arrivederci tra pochi minuti, quando verrò sulla terra e suonerò il campanello della cucina.

Il tuo tuo amorevole Babbo Natale, 
che ogni tanto viene chiamato Uomo della Luna.

martedì 13 dicembre 2016

Aperitivo con lo scrittore

Per gli amici bolognesi, suggerisco un evento letterario alla Biblioteca di Corticella, venerdì alle ore 19. L'appuntamento è con la presentazione del romanzo di Massimo Fagnoni, Il giallo di caserme rosse
L'evento è organizzato dall'associazione Goccia a goccia, con la collaborazione del Blues Cafe'. Ho avuto modo di presentare i miei libri nella stessa location e con gli stessi organizzatori. Vi assicuro che a fine serata andrete a casa felici di aver conosciuto belle persone e con la voglia di leggere!

Per maggiori info: facebook/event/Ilgiallo


domenica 11 dicembre 2016

Con un pubblico così!

Torno dopo qualche giorno di pausa, più o meno forzata. Un post di ringraziamento.

Ringrazio, anche a nome dei miei colleghi di American Ciacoe, l'amministrazione Comunale di Loiano per la solita stupenda accoglienza. Una Amministrazione così si spiega solo con le persone che vivono nel territorio: in un piccolo comune di montagna avere molte persone agli eventi culturali, vuol dire semplicemente essere persone sensibili. Complimenti! Good vibrations!!!

Ho creato due album con un po' di foto della serata: facebook/album/Loiano - Google/album/Loiano

Invito tutti quelli che hanno voglia, a seguirci nei social e a contattarci per organizzare un nostro spettacolo: la storia degli States attraverso la musica, la letteratura, il cinema e la cultura. 


mercoledì 7 dicembre 2016

American Ciacoe live a Loiano

Ebbene sì, torniamo con un live! Sabato 10 dicembre saremo in provincia di Bologna, a Loiano - sala Maria Dalle Donne - a partire delle 17.30
Presenteremo il nostro nuovo live, Effetti Collaterali, sempre ambientato negli States ma con qualche novità. Non vi dirò molto,  se non che partiremo a narrare gli Stati Uniti addirittura dal settecento... 

Per maggiori info, potete cliccare qui ---> facebookevent/EffettiCollaterali

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lunedì 5 dicembre 2016

Ogni tanto ci va bene

Oggi vi parlo delle aliquote ridotte, come per i libri e i giornali di carta, anche per gli ebook. L'articolo completo lo trovate qui: ilsole24ore/ivaebook. Nel Sole trovate molti altri articoli in merito. Sono citati anche nell'articolo che vi ho appena citato.

In poche parole l'obiettivo della UE è di semplificare l'onere amministrativo delle imprese, facilitare la lotta contro la frode, promuovere il commercio su Internet. 
Tra le altre cose, l'esecutivo comunitario ha anche deciso di permettere ai governi di applicare alle pubblicazioni online le stesse favorevoli aliquote oggi in vigore per le pubblicazioni su carta.
In questo momento, la legislazione permette l'Iva ridotta solo ai libri e ai giornali di carta. La differenza tra le due aliquote, a tutto svantaggio delle pubblicazioni online, può raggiungere in alcuni casi i 10-20 punti percentuali. La decisione di consentire aliquote ridotte anche agli ebook giunge in un momento di crisi dell'industria dei giornali e dei libri. 
La questione è molto sentita in alcuni Paesi e in particolare in Italia, infatti questa decisione è una bella vittoria per il nostro paese. 
Attualmente, le pubblicazioni online hanno una quota di mercato nell'Unione del 5%, che dovrebbe salire al 20% entro il 2021. 
Infine, la Commissione ha anche proposto di eliminare il prezzo minimo di applicazione dell'Iva per la merce proveniente da Paesi terzi. Oggi la merce con un valore inferiore a 22 euro non viene tassata. Il risultato è che la norma è oggetto di frodi e abusi: 150 milioni di pacchetti arrivano ogni anno in Europa chiedendo l'esenzione dell'Iva. Se la frode viene scoperta, il pagamento della tassa spetta all'acquirente. Bruxelles vuole eliminare l'esenzione, tassando così tutti i beni provenienti dall'estero.


venerdì 2 dicembre 2016

La verità dentro

Ho iniziato la settimana con un post su un nuovo libro di un caro amico, Fabrizio Carollo, e la concludo con un altro post di un libro in uscita in questi giorni. Parlo questa volta di una amica di vecchia data, Vilmen Varisco e del suo secondo lavoro letterario: LA VERITA' DENTRO - Il Leggio
Non ho ancora avuto modo di leggere il libro, ma conoscendo Vilmen, vi assicuro che è un libro profondo e intimista. 
Come si legge nella sinossi, la morte non è niente. Siete solamente passati dall’altra parte: è come se vi foste nascosti nella stanza accanto. Io sono sempre io, e voi sempre voi. Quello che siamo sempre stati lo siamo ancora. La nostra vita è sempre la stessa, continua e non si spezzerà mai.
Voglio sempre ridere di quello che ci ha sempre fatto ridere, di quelle cose che tanto ci piacevano. Sono certa che continuerò ad essere nei vostri pensieri, come voi lo siete nei miei.

Asciugo le mie lacrime e vi prometto che non piangerò. Il vostro ultimo sorriso è il mio ricordo, la mia pace.



mercoledì 30 novembre 2016

Molte forte, incredibilmente vicino

Sto leggendo un libro poetico, onirico ma incredibilmente reale. Fantastico, tenero e malinconico. A mio avviso, uno dei migliori prodotti arrivati dagli Stati Uniti negli ultimi anni, MOLTO FORTE, INCREDIBILMENTE VICINO - Guanda, €12.00 -  di Jonathan Safran Foer.

A pagina 134 si legge questo... "Stavo venendo a trovarti." Le dissi: "Sono venuto a casa tua ogni giorno negli ultimi sei giorni. Non so perché, ma avevo bisogno di rivederti." Lei taceva, mi ero coperto di ridicolo, non c'è niente di male a non capire se stessi e scoppiò a ridere, a ridere più forte di quanto avessi mai sentito ridere qualcuno, e la risata la portò alle lacrime e le lacrime portarono altre lacrime e poi cominciai a ridere io, di vergogna, la più profonda e completa, "Venivo a cercarti" ripetei, come a strusciare il naso nella mia stessa merda, "perché volevo rivederti" e lei rideva, rideva, "Questo spiega perché..." mi disse quando le riuscì di parlare. "Il perché di cosa?" "Spiega perché in questi sei giorni non eri mai a casa tua." Smettemmo di ridere, io accolsi il mondo dentro di me, lo riordinai e lo rimandai fuori in forma di domanda: "Ti piaccio?"

lunedì 28 novembre 2016

Il mostro della mannaia

Oggi presento l' ultimo libro, IL MOSTRO DELLA MANNAIA - Falzea editore - €12,00, di un caro amico, Fabrizio Carollo
Fabrizio è ormai uno scrittore di esperienza, poeta e scrittore di racconti ma anche fine narratore. La sua bravura è quella di scrivere di morte, violenza e paura senza essere mai banale. Cosa non facile, anzi.
Nel romanzo Il mostro della mannaia, Fabrizio narra le gesta del serial killer Alessandro Barbato, evidentemente tornato in attività, eccome! Toccherà agli agenti Altieri e Giordani affrontare il feroce serial killer. Come andrà a finire? 



www.fabriziocarollo.it - libro acquistabile nei soliti canali distributivi

venerdì 25 novembre 2016

Concorso Xmas Stories

Eccomi con il concorso di Natale! Promosso dagli amici di Mebook.it e dall' Associazione Fahrenheit 451, prevede sia una sezione per la poesia, sia una per la prosa. Inutile dirvi che il concorso è cosa serissima. Collaboro da qualche anno con i ragazzi di Reggio Calabria, loro fanno cultura alla grande! 

Il regolamento lo trovate qui: concorsoxmasstories.

Un piccolo estratto ve lo riporto sotto, ma non esitate a leggerlo tutto attentamente. 
ORGANIZZATORI – L 'Associazione Culturale Fahrenheit 451 in collaborazione con Mebook indìce il concorso letterario denominato “XMAS STORIES” rivolto a tutti gli autori italiani e stranieri.
PARTECIPANTI - Il concorso è aperto a tutti i soggetti che abbiano compiuto i 18 anni d’età, italiani e stranieri ed è diviso in due sezioni: Sezione A: racconti Sezione B: poesie 
QUOTA D’ISCRIZIONE - La partecipazione al concorso equivale alla cifra di 5 euro per spese di segreteria. Vale per tutti gli iscritti al social network www.mebook.it, per tutti i soci dell’ 'Associazione Culturale Fahrenheit 451 e per tutti coloro che sono al di fuori di tale contesto. Si può versare un contributo di soli € 5,00 per singola sezione. La quota potrà essere versata tramite bonifico bancario al seguente codice IBAN:IT19L0335967684510700163336 intestato a: Associazione Culturale Fahrenheit 451, con causale di versamento: “XMAS STORIES” o mediante pagamento Paypal sull’email: info@associazionefahrenheit451.it . 
MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE – Per partecipare al concorso ci si può iscrivere direttamente sul sito internet www.associazionefahrenheit451.it tramite modulo on line inserendo i propri dati personali e allegando il documento (racconto o poesia) in formato word o pdf. Le opere partecipanti dovranno essere inviate entro e non oltre la mezzanotte del 31 gennaio 2017. Gli elaborati partecipanti al premio non saranno restituiti. 
LA GIURIA - Il giudizio della giuria è insindacabile e inappellabile. La Giuria sarà composta dall’intero staff dell’Associazione Fahrenheit 451. 
DIRITTI D’AUTORE – Gli autori, per il fatto stesso di partecipare alla selezione, autorizzano la pubblicazione curata dal promotore del concorso, senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore. I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli autori.
PREMIAZIONE - La premiazione dei vincitori avverrà nel mese di Febbraio 2017 e consiste in un montepremi per un valore di 1.000 euro che dovrà essere diviso equalmente per la sezione racconti e per la sezione poesie. I premi in denaro saranno spediti o accreditati agli autori secondo le modalità scelte dagli autori stessi in concordanza con la giuria del festival. I vincitori del concorso saranno avvisati alla fine del mese di Gennaio 2017 tramite indirizzo email fornito dall’autore nella scheda di partecipazione.
PRIVACY - In ottemperanza al D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali) e successive modifiche, i dati personali dei partecipanti (quali email e telefono) al Concorso non verranno in alcun modo diffusi a terzi. 
COMUNICAZIONI ED INFORMAZIONI - Tutti i partecipanti al concorso, previa notifica email o telefonica, potranno ritirare l’attestato di partecipazione al concorso tramite email. I risultati verranno pubblicati sui siti web: www.associazionefahrenheit451.it e www.mebook.it a conclusione della cerimonia di premiazione. 
SEZIONI e PREMI LE SEZIONI Poesia singola inedita e mai pubblicata sul web o iscritta ad altri concorsi Il concorrente potrà inviare un massimo di 1 poesia, a tema libero, formato word Si consiglia di usare il carattere Times New Roman, dimensione 12. Occorre inviare 2 copie per ogni poesia, di cui solo una recante: nome, indirizzo, numero di telefono ed e-mail. Prosa inedita (racconto) mai pubblicata sul web o iscritta ad altri concorsi E’ prevista la partecipazione con un massimo di 1 opera, a tema libero, la cui lunghezza sia compresa fra un minimo di 3 e un massimo di 10 cartelle formato A4 (cartella non superiore alle 2000 battute), formato word. Si consiglia di usare il carattere Times New Roman, dimensione 12. Occorre inviare 2 copie per ogni racconto di cui solo una recante: nome, indirizzo, numero di telefono ed e-mail. 



mercoledì 23 novembre 2016

La parola scritta

L'ho sempre pensato, le persone dovrebbero parlare solo tramite i libri, i blog, le canzoni, tramite la parola scritta. Per il resto, tacere è sempre la soluzione migliore. Non siamo essere abbastanza intelligenti per riuscire a usare la parola senza che questa faccia, in qualche maniera, danni. Anche nelle situazioni migliori e che sembrano idilliache. Non sappiamo pesare bene le parole e i fatti, ciò che rende difficili le cose è dare importanza a quello che può accadere, e quindi un semplice "Ciao", a volte può risultare dannoso. Siamo limitati e per questo dovremmo tacere, spesso.
Siamo tutti apprendisti in un mestiere dove non si diventa mai maestri. Tanto vale la pena mandare a fanculo.

Tutte le citazioni sono di Hemingway.


Questa canzone non la trovo su youtube, quindi ve la carico da spotify. La mia canzone del giorno.



lunedì 21 novembre 2016

Ernest non lo avrebbe mai fatto

E' una mia poesia che ha qualche anno, sarà presente nel mio prossimo libro di poesie, ci sono molto affezionato. Penso di averla già pubblicata nel post.
Il titolo è lo stesso di questo post.


Si lasciarono con un ultimo bacio.
Perché le loro vite insieme non erano mai state amore.
A pensarci bene e a voler sorridere
la loro relazione era una bisca clandestina.
In quel poco tempo che trascorsero insieme,
si amarono e si distrussero.
Ma solo così potevano essere felici.
Perché lui non la amava, la viveva profondamente.
Ogni istante, ogni disperato istante.
Lui odiava la parola amore, gli altri amavano,
lui faceva di più.
Ma sapeva che l’unico a vincere era il destino.
Non si salutarono.
Camminarono, lontani dalla loro vita insieme.
Ognuno in compagnia della propria solitudine.
Lei, con in mano il libro che lui le aveva regalato,
quello del suo scrittore preferito.
Un libro da leggere centinaia di volte,
per continuare ad amare, il suo uomo abbandonato.
Per versare lacrime e assaporare rimpianti.
Lui, con la rabbia di chi non merita di perdere.
Neanche se il gioco è clandestino.

Poi, un giorno,
un attimo prima di spirare
lei penserà a lui
e quel bacio che darà al vuoto
in quella camera di ospedale
sarà per quell’uomo
perso anni prima.
Per paura e per vigliaccheria.
Quando lui verrà a saperlo
sarà seduto su una panchina, al parco.
Ormai vecchio e vinto, ma non sconfitto, dalla vita.
E sputerà per terra, per la rabbia.
E piangerà, perché lei non leggerà più quel libro di Hemingway.

venerdì 18 novembre 2016

Cento anni fa

Il 22 novembre ricorre l'anniversario della morte di Jack London, avvenuta nel 1916, e questo è un interessante articolo che ho trovato qualche giorno fa sul Resto del Carlino. A Trieste, le informazioni le trovate nell'articolo stesso, ci sarà una manifestazione in suo onore. A proposito di ricorrenze, anche Radio3 tributerà London durante questo week end.

Un grande scrittore, amante della natura e del vivere libero, che ci ha insegnato che la natura selvaggia è alla base della vita dell'essere umano, cosa che ci stiamo dimenticando, noi "civili" che viviamo con i telefoni in mano. Un altro grande scrittore di cui parliamo anche in Effetti collaterali - spettacolo del gruppo American Ciacoe ( Facebook/AmericanCiacoe - G+/AmericanCiacoe ), a dicembre saremo in Emilia Romagna. Tutte le info a breve.

Eccovi la foto dell'articolo...

mercoledì 16 novembre 2016

Scegliete il Trump migliore...

Visto che si parla tanto di Trump, vi consiglio questa serie di copertine di riviste e quotidiani da tutto il mondo, espresso/galleria/trump. Alcune sono veramente geniali.
Spero che le guarderete con occhi cinici e distaccati, senza farvi prendere da troppo buonismo o da un banale antitrumpismo, aspetto di sapere quali sono le vostre preferite.
Le mie sono le numero 4, 7, 11, 12, 66.

P.S. A proposito di America, il 10 dicembre sarò ospite con la compagnia American Ciacoe ( Facebook/AmericanCiacoe - G+/AmericanCiacoe) in provincia di Bologna, con lo spettacolo completamente nuovo sulla storia degli States. Nelle prossime settimane avrete tutte le info...


lunedì 14 novembre 2016

I miei vecchi libri e quelli nuovi

Sono quasi alla conclusione della stesura di tre libri: due raccolte, una di poesie, un'altra di racconti; e di un romanzo, il mio primo romanzo. Tra poche settimane inizierò a farvi leggere qualcosa di tutti i miei nuovi libri ma intanto, visto che si avvicina il Natale, vi ripropongo i miei vecchi libri. Tutti in offerta. Se li prendete tutti e tre il prezzo è di 27 euro + le spese di spedizione. Se ne prendete due o uno soltanto, il costo è di 10 euro (cad.) più le spese di spedizione. L'offerta è valida fino al 21 dicembre.

Vi invito a farvi follower di questo blog, è facile: sulla dx della home page trovate la colonna Lettori fissi, basta cliccare su Segui e seguire le indicazioni. Ci mettete due minuti. Ma anche di seguirmi sui vari social:
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Per comprare i miei libri con gli sconti che vi ho elencato scrivetemi a maurofornaro76@gmail.com


Se volessi essere disturbato
Ecco il sicario dal cuore spezzato. C’è anche il fratello maggiore, fine aguzzino. Addirittura il serial killer brutale e spietato. Poi, l’uomo che sceglie il silenzio per sopravvivere e la vecchia ballerina stanca.
Questi sono solo alcuni dei molti personaggi che abitano le pagine di questi 30 racconti, usciti dalla prolifica penna di Mauro Fornaro. Dopo la poesia, l’autore padovano sceglie la narrativa per parlare di sé (si pensi all’acuto Lo scrittore) e per allestire una galleria ricca di ritratti originali, talora allegorici, sicuramente taglienti, con nessuna concessione al “happy ending”. I ruoli principali sono per lo più maschili, accomunati dall’incapacità di comunicare con gli altri. Congeniale si rivela l’ambientazione di alcuni scritti proprio in un albergo, muto “testimone di migliaia di vite che appena dietro la luce troveranno il buio. E la morte”. Come la professoressa stronca il compito di uno studente, così il nipote rimane indifferente alla lettura di vecchie lettere del nonno, combattivo e deluso per la mancanza di giustizia sociale nel mondo. Di queste atmosfere tese e distaccate, di queste inquadrature scarne, resta la solitudine, cui ogni personaggio fa fronte come può, nei modi più disparati, a volte disperati. Autori come Lansdale, Bunker, Carver e Orwell, fino a Poe esplicitamente citato in L’uomo che amava troppo il suo paese, si confermano essere fonti di grande ispirazione per Fornaro, tanto da rendere “Se volessi essere disturbato” un omaggio a tutta la letteratura americana a cui egli si è sempre rifatto.
2014, pagg. 99, cm 14,8 x 21
ISBN: 9788865373491
11,50 10,00

  
La fatica di non pensare
Si possono scrivere belle poesie? Può la solitudine essere creativa? Le risposte a queste e ad altre domande che l’autore si pone, si trovano tra le pagine di La fatica di non pensare, ultima opera firmata Mauro Fornaro. Vi ritroviamo le medesime tematiche de Una complessa semplicità: riflessioni critiche sull’attualità politica, solitudine e incomunicabilità nella società contemporanea, Charles Bukowski e la letteratura americana. Ma anche Rousseau, l’Argentina, i Tupac Amaru. Un’aspra critica ai nostri governanti è seguita da una descrizione della Turchia cara a Mauro, quindi racconti di vita, talora righe colme di tenerezza. E poi, gli alberghi. A questi luoghi di passaggio, contenitori temporanei di mille storie diverse, Mauro dedica un’intera sezione, la più interessante del libro: si tratta di scene di grande immediatezza, quasi brani cinematografici. Difficile immaginare come tutto ciò possa convivere in una sola opera. Eppure, come il “lungo girovagare dei pensieri che portano in nessun posto”, così i componimenti si susseguono senza un filo logico e forti del verso libero. Forse in questo sta il fascino della raccolta: girovagare insieme a pensieri dell’autore ha il suo perché.
2012, pagg. 146, cm 14,8 x 21
ISBN: 9788865378663
12,50 10,00


Una complessa semplicità
Questa raccolta di scritti, poesie ma non solo, affronta il tema della solitudine nella società moderna. L’autore, dalla politica ai sentimenti umani, dall’educazione allo sport, critica le moderne dinamiche sociali senza mai staccarsi dal suo vero grande desiderio: vivere la vita fino in fondo.
2010, ristampa 2014, pagg. 130, cm 11 x 16
ISBN: 9788865372500
11,00 10,00

venerdì 11 novembre 2016

Nervosetto

Oggi è l'11 novembre, San Martino, al paese dove sono nato si festeggia il santo patrono, San Martino appunto. Come tutti gli anni in questo giorno, sono un po' triste e malinconico. Non perché non possa festeggiare il santo, non me ne frega niente dei santi e del loro superiore, né tanto meno delle giostre e degli stand gastronomici, ma perché penso a quando ero piccolo e aspettavo con ansia questo giorno. Pensate che, si stava a casa da scuola e i miei mi portavano alle giostre. Cosa chiedere di più? Evidentemente nulla. Infatti, col passare degli anni rimpiango sempre di più quel periodo, quello delle elementari. Eri grande per fare delle cose da solo ma non abbastanza per non avere vicino i tuoi genitori. Bel periodo.
Sarà che è stata una settimana pesante, molto pesante, ma oggi mi sento così: nervoso e malinconico. Cazzo, io sono una che parla ai suoi libri quando è triste. Passerà. Un ultimo saluto a Leonard Cohen, oggi però posto altri video. Quelli del mio umore.

I’ll be what I am
A solitary man, solitary man [Cit. J.Cash]



mercoledì 9 novembre 2016

L' America è un paese stupendo

Visto che sappiamo il nome del neo presidente degli Stati Uniti, oggi pubblico questa mia vecchia poesia - edita nella raccolta La fatica di non pensare - che parla appunto degli USA. Sono molto affezionato a questo componimento, ho scritto molto con ambientazioni americane ma a questa poesia do sempre parte del mio cuore.
Grosse considerazioni non ne ho da fare, ha vinto chi non doveva vincere, a detta dei sapientoni. Il buon Donald è a livello di G.W. Bush. Col tempo smusserà gli angoli e capirà l'importanza degli immigrati e delle multinazionali per gli USA. Due suoi cavalli di battaglia durante la campagna elettorale. Per il resto, come ha sempre fatto, il popolo americano si stringerà attorno al Presidente quando dovrà esportare un po' di democrazia. Lo ha fatto con Obama (premio Nobel!!), figuriamoci se non lo farà anche con Trump.
Perché sono contento che abbia vinto Trump, perché la "sinistra" deve finirla con l'accusare il diavolo di essere, appunto, un diavolo. Lo a anche lui di esserlo, non serve ricordarglielo... La sinistra doveva lavorare sul programma e non sul cercare le decine di donne - fino a poche settimane fa in silenzio... - che sono state molestate da Trump.
Basta, avevo detto che non avevo nulla da dire.

L’America è un paese stupendo

l’America è un continente sconfinato,
in America c’è spazio per tutti.

Puoi fischiettare e camminare per tutte le strade,
puoi scappare alla polizia per tutta N.Y.City
o dormire sporco e senza soldi
in una stazione d’autobus di S. Francisco.

L’America è un grande paese,
grandi le carceri e un grande esercito,
in America puoi essere qualcuno
giudice, eroe o barbone.

Quel vecchio porco di Bukowski ha vinto ai cavalli
e Jack Kerouac ha amato un uomo.
Questo grande continente
sconfinato all’inverosimile,
dove tutto è più grande,
dove i neri vivono alla pari.

Morirà mio padre
ma l’America
un paese stupendo.

lunedì 7 novembre 2016

Quanto conosci la letteratura americana?

Ho fatto il test anche io, poi vi dico come è andato, se volete farlo anche voi lo trovate qui: libreriamo.itquantoconoscilaletteraturaamericana?
Ebbene sì, gli scrittori americani hanno saputo scrivere con grande onestà, passione e fiducia. Hanno saputo raccontare non solo il loro paese ma tutto l’Occidente, in un secolo che ha visto tante trasformazioni quante nessun secolo abbia mai neppure sfiorato. Hanno parlato delle guerre mondiali, dei disagi economici, della povertà, della più sfrontata ricchezza, dei problemi razziali. Quanto attentamente li avete letti? Vediamo quanto li conoscete? Io ho sbagliato solo due risposte... fatemi sapere!

venerdì 4 novembre 2016

Il rapporto con le mie opere

Parole tratte da Il grande slam di C. Webb. Anche io una volta la pensavo così. Ma con gli anni il rapporto con i miei libri si è fatto sempre più intimo, possessivo. Mi piace sapere dove vanno a finire e che vita hanno. Sono come dei figli. E' difficile separarsi da loro.
Cosa ne pensano gli scrittori? E i pittori? i fotografi? Ditemelo.
Avevo sempre affermato che il rapporto con le mie opere terminava una volta che avevo finito di dipingerle e che il loro valore per me era tutto racchiuso nell'esperienza di dipingerle. Dunque non mi sarebbe dovuta sembrare una grande perdita, né qualcosa di cui dovessi preoccuparmi, e invece in qualche modo non riuscivo a riprendermi dal trauma.

mercoledì 2 novembre 2016

Scuola e biblioteche

Oggi parliamo delle biblioteche scolastiche italiane e della loro situazione - indagine a cura dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e dell’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) per #ioleggoperché e realizzata dall’ Ufficio studi AIE sulla situazione delle biblioteche scolastiche italiane - l'articolo completo lo trovate qui: libreriamo/lostatodellebibliotechescolastiche.

Come evidenziato dalle risposte di 1.222 scuole aderenti che hanno accettato di partecipare all’ indagine per fotografare la situazione, il 97,4% delle scuole italiane ha oggi una biblioteca ma con una dotazione di libri notevolmente inferiore rispetto a solo 5 anni fa: in media 2.501 volumi per scuola, nel 2.011 erano 3017. Pochissimi visto che in media significa 3,9 libri per studente, mentre nel 2011 erano 4,7.
Esiste quasi un 10% di scuole tra le intervistate che rispondono di avere una biblioteca ma senza posti a sedere. 
La spesa complessiva per il funzionamento della biblioteca nel 2016 è di 441 euro, più che dimezzata rispetto ai 1.189 euro investiti nel 2011, praticamente la spesa media complessiva è di 1,18 euro per studente nel 2016 (era di 1,56 euro nel 2011).
Non va meglio neppure se si osserva la spesa media per l’acquisto di libri per studente. La biblioteca di ogni istituto ha investito 0,37 euro nel 2016, in calo rispetto al 2011 quando era di 0,57 euro. Calano anche i libri entrati nel patrimonio delle biblioteche: nel 2016 sono 113 in media, erano 130 nel 2011.
Praticamente inesistente l’inserimento delle biblioteche nel sistema bibliotecario territoriale. Ne fanno parte solo l’11,3%, mentre nel 2011 erano il 10,4%. 

Quindi, sembra interessare poco la condizione delle biblioteche scolastiche, in realtà sembra non interessare nulla. Ma, come ho detto più volte, il Sistema Scuola italiano non è molto sensibile a molte attività, lo sport in primis. Le biblioteche sono solo uno dei tanti aspetti che non vanno. La scuola in Italia sembra non fare cultura...

lunedì 31 ottobre 2016

Halloween poetico

Con più fantasia di un ministro democristiano, oggi vi propongo una poesia di E.A. Poe. Visto che è il 31 ottobre, cioè Halloween, mi sembra carino rendere omaggio ad uno dei maestri del terrore. Ma Poe va letto anche per molti altri aspetti, esprime sempre un amore profondo per le cose e la sua autoironia a volte è sbalorditiva.


Un Sogno

In visioni di notturna tenebra
spesso ho sognato di svanite gioie -
mentre un sogno, da sveglio, di vita e di luce
m'ha lasciato col cuore infranto.

Ah, che cosa non è sogno in chiaro giorno
per colui il cui sguardo si posa 
su quanto a lui è d'intorno con un raggio
che, a ritroso, si volge al tempo che non è più?

Quel sogno beato - quel sogno beato,
mentre il mondo intero m'era avverso,
m'ha rallegrato come un raggio cortese
che guida un animo scontroso.

E benché quella luce in notti e tempeste
così tremolasse di lontano -
che mai può aversi di più splendore e puro
nella diurna stella del Vero?

venerdì 28 ottobre 2016

Poesia della settimana

Sono sereno e felice, ma il mio lato isolazionista emerge sempre. Mi sento sempre un po' distaccato dal mondo, lo guardo come se fossi una capra ad un matrimonio e penso "che cazzo ci faccio io sul pianeta terra?".
Questa è una poesia scritta nell'ultima settimana. Lo so che è breve e qualcuno penserà che non serve quasi una settimana per scrivere una poesia di così poche righe. Chi la pensa così sicuramente non è una persona che scrive e quindi non capirebbe.



Mentre gli altri vivono nel mondo


E’ bellissimo scrivere di mattina,
nella completa solitudine.

martedì 25 ottobre 2016

Per leggere di più

Oggi vi do qualche consiglio per leggere più libri nella vita di tutti i giorni. Consigli che non sono farina del mio sacco, l'articolo completo lo trovate qui: paroleacolori/10modiperleggerepiulibri.
In realtà, devo ammettere che sono consigli utilissimi anche per me, non leggo quanto dovrei e potrei. Ma iniziamo: 
Nell'articolo si legge che, le persone di successo, inoltre, dimostrano spesso di avere un forte legame con il mondo letterario: l’attrice Emma Watson ha il suo club del libro; Bill Gates ha dichiarato di leggere almeno 50 libri l’anno, mentre di Agatha Christie si racconta che arrivasse addirittura a quota 200. Avrei da ridire su molti personaggi televisivi e, perché no, sui politici. Vabbè... 
1. UN’ORA PER LA LETTURA
Per andare in palestra, uscire con gli amici, fare le visite di routine vi appuntate l’impegno sull’agenda, quindi perché non farlo anche per la lettura? Quando un appuntamento è segnato in calendario ci sono molte più possibilità che riusciate a dedicargli del tempo, perché lo avete inserito nella vostra routine. Rendere la lettura parte del vostro tran tran quotidiano è il modo migliore per leggere di più, per leggere con regolarità.
2. LEGGERE SULLO SMARTPHONE
Quanto tempo passate con in mano il vostro smartphone, a controllare la mail, gli aggiornamenti degli amici sui social, questo o quel sito? Invece di navigare tra le foto dei contatti, scaricate un libro sul cellulare e usate il device per leggere. Ci sono decine di app che servono alla scopo, gratuite o a pagamento.
3. ASCOLTARE AUDIO-BOOK…
Mentre state guidando, in treno, al supermercato, in palestra – ci sono decine di situazioni in cuiascoltare un audio-book vi permetterà di essere multitasking. Se vi manca fisicamente il tempo per sedervi tranquilli e leggere, di certo ne avrete per fare varie attività e ascoltare.
4. … OPPURE PODCAST SUI LIBRI
Ci sono così tanti modi per godersi un libro senza doversi necessariamente sedere e voltare fisicamente le pagine. Pensiamo ad esempio ai podcast a tema, che contengono interviste agli autori, letture dal vivo, anticipazioni e tutta una serie di contenuti che vi aiuteranno a leggere di più – anche se non in senso tradizionale.
5. ENTRARE A FAR PARTE DI UN CLUB DEL LIBRO
...Se dite sì alla sfida, sarete chiamati a leggere un certo numero di pagine – o di romanzi – in un certo periodo di tempo, e trattandosi non di un impegno individuale ma di gruppo la motivazione a portare a termine il compito e non tergiversare sarà molto più forte.
6. LEGGERE CON (O PER) IL PARTNER
Non dovete necessariamente scegliere tra passare del tempo con la persona che amate o dedicarvi alla lettura, potete unire le due attività. Cosa c’è di meglio, la sera magari, di godersi insieme un momento per leggere? Potete dare vita a una sorta di book club personale e intimo, leggere a voce alta per l’altro oppure separatamente. In ogni caso rendere la lettura un’attività condivisa vi aiuterà a dedicargli più tempo.
7. METTERE DA PARTE LE LETTURE NOIOSE
...Forse la soluzione per superarlo è semplicemente abbandonare quella certa lettura che vi ha bloccato. Invece di perdere tempo a leggere un libro che non vi ha preso o che proprio non vi piace, mettetelo via e cercate qualcosa che vi faccia sentire bene. Quando leggete qualcosa che vi piace la voglia di arrivare alla fine è molto più forte.
8. LEGGERE PIÙ DI UN LIBRO ALLA VOLTA
Se la vostra pila di libri da leggere è alta come la Torre di Pisa, un buon modo per darle un netto taglio è leggere più di un titolo alla volta. Non a tutti piace dividersi tra le letture, è vero, e c’è chi lo considera dispersivo e confusionario, ma farlo può rivelarsi utile perché permette di scegliere cosa leggere a seconda del vostro umore, e non stare mai fermi in preda ai blocchi.
9. LEGGERE MENTRE SIETE IN PALESTRA
La giornata – ahinoi – dura solo 24 ore, quindi se volete riuscire a farci entrare tutto svolgere più cose insieme potrebbe diventare una necessità. Per vostra fortuna leggere e fare esercizio fisico sono due attività che si sposano piuttosto bene, basta un po’ di buona volontà e di pratica. Leggere – o ascoltare un audiobook – mentre correte sul tapis roulant o usate la cyclette è fattibilissimo, parola di esperti.
10. AVERE SEMPRE UN LIBRO CON VOI
Il modo più semplice per leggere di più? Avere sempre un libro a portata di mano. Sul comodino, sulle mensole del salotto, in borsa, scaricato sullo smartphone: mettete i libri ovunque possano stare. Se ne potrete raggiungere uno in qualsiasi momento sarà molto più semplice leggere.
Secondo me, con i punti 3 e 10 si risolverebbe già tutto, qualche punto è un po' utopico. Però l'articolo è stimolante e se lo avete letto, siete già messi meglio di ieri.

sabato 22 ottobre 2016

Un racconto non mio

Oggi farò una cosa che solitamente non faccio mai nel mio blog, ospiterò una persona. Si tratta di Maurizio Caruso, un caro amico - uno dei fondatori di www.mebook.it e di www.associazionefahrenheit451.it - che si sta cimentando nella scrittura di racconti. Volendolo spronare e convincere a pubblicare un libro di racconti, oggi un po' di pubblicità gliela faccio io. 
Cari lettori, commentate - come e dove volete - così che il buon Maurizio prenda una decisione.


                                            DEFORMAZIONE PROFESSIONALE

Gli avevano posto una domanda, proprio a lui, un mestierante che ne aveva fatte tante. Una sola.
-Perchè scrivi?- Quesito che aveva sempre scartato perchè lo riteneva inutile. Non sapeva cosa rispondere. -Di solito chi fa domande dovrebbe sapere rispondere a tutto.- Riflettè lui formulando un'aforisma atono. Prese tempo, si fece offrire una sigaretta da uno della commissione come se avesse espresso l'ultimo desiderio prima di morire di fronte ad un plotone. Comiciò a rigirasela tra le labbra che si stavano screpolando poco a poco. Lo stesso tipo che gli offrì la cicca lo guardò storto allungandogli l'accendino. L'intervistatore in contemporanea chinò la testa guardando il suo block-notes poco più grande del palmo di una mano e, dopo aver cavato fuori dalle tasche chiavi e monete che finirono a terra, spuntò anche una bic blu. Non s'accorse di quell'automatismo del membro della commissione come non si rese conto che la sigaretta gli si fermò all'estremità sinistra del labbro. In questa attesa, una donna che stava di fronte al lui, spostata un pò più a destra, nel lungo bancone allestito per la commissione, si fece un autoscatto con un sorriso d'avorio, impeccabile. Ennesimo automatismo che l'esaminando seguì con la coda dell'occhio e passarono all'incirca 10 minuti.
-Ma non sa dirlo a parole sue?- Chiese a mò di provocazione uno con gli occhiali dalla montatura bianca e dai capelli bianchi come il cotone.
-No. Io scrivo, scusatemi, ho quasi finito...- Dichiarò con l'insofferenza che teneva coinvolta emotivamente una faccia emaciata e segnata da brufoli grigi simili a piccoli crateri.
Consegnò il foglio all'uomo dai capelli cotonati.
-Perchè scrivo? Non so, forse per un inspiegabile disagio interiore che mi distanzia dalla società in cui vivo. E per questo la criticherò  in ogni gesto che compierà. Sarò pungente e riderò delle reazioni suscitate, sapendo che questo mi costerà tanta solitudine e critiche. Per me è un bisogno fisiologico come mangiare, bere...- L'uomo si fermò nella lettura e lo guardò dritto negli occhi con aria indagatoria.
-Su! Coraggio, continui a leggere...- Lo invitò l'intervistatore mentre passò il foglio alla donna.
-Salto la parola successiva perchè penso che abbiate intuito...- disse sorridendo e compartecipando all'idea dell'intervistatore e proseguì con la lettura.
-Scrivo perchè amo la menzogna. Tre puntini sospensivi. E' sicuramente un problema moralmente estetico quello dello scrivere ma non solo. Due punti. Leggerezza, colore, dramma, immaginazione, magia. E' un ensemble di sacrificio, sacrificio che il tempo ci farà pagare caro ammazzandoci. Perchè il tempo non lo puoi ammazzare. Puoi fare finta che non esiste per te, guardandoti allo stesso specchio per anni, ma poi diventi nevrastenico e ridi da solo...-
-Bello. Peccato che finisce qui.- La ragazza si voltò spumeggiando sotto il biondo tinto della capigliatura.
-Non finisce qui, guardate.- Dichiarò sistemandosi meglio sulla sedia, poggiando le spalle sullo schienale e sorridendo.
L'intervistatore fece il giochetto iniziale passandosi la sigaretta da un'estremita all'altra delle labbra fino a quando s'accese. Il fumo cominciò a estendersi a veli che s'allargarono per la stanza. Fantasmi con occhi, braccia e gambe ed usciva da quei piccoli crateri che inizialmente parevano brufoli, e dalle narici.
-Ma come ha fatto?- Gli chiese la donna avvicinandosi senza paura a lui che continuava a fumare e a creare quelle figure che adesso stavano sospese sul tetto proprio sopra un lampadario al neon.

Il resto della commissione rimase imbambolata in fase di beatitudine mentre l'intervistatore s'alzò con la donna che lo pregava di farsi un autoscatto con lui. Cercava di fermarlo trattendendolo dal braccio esile. L'uomo accontentò la donna facendo una smorfia dentro l'obiettivo, poi scosse la testa sorridendo amaramente ed uscì dallo stanzone immettendosi nel corridoio. La donna raccolse le monete e le chiavi dal pavimento e s'affacciò per consegnargliele, allungò il braccio e protese lo sguardo verso quell'uomo che s'allontanava inspiegabilmente col ritmo e le movenze di un corridore da marcialonga, dissolvendosi nel nulla di una risata. 

giovedì 20 ottobre 2016

Quanti imbecilli!

Oggi vi propongo un articolo che ho letto ieri sul Resto del Carlino, tratta dell'ultimo libro del filosofo Maurizio Ferraris "L'imbecillità è una cosa seria". Il volume è uno sfogo del filosofo, che non ne può più di ascoltare, vip o sconosciuti, che sparano cazzate! Come non essere solidale con lui.
Ferraris sostiene che con i social l' imbecillità sia ancora più "a portata di mano", un po' le stesse cose di aveva detto pure Umberto Eco. Beh, se lo dicono loro due... Penso che lo comprerò il libro, magari prendetelo pure voi. Appena avrete finito di vedere Il Grande Fratello. Oggi sono acidissimo.


lunedì 17 ottobre 2016

La mia sul Nobel

Premetto che non mi piacciono i premi e i concorsi letterari, partecipo sì e no a qualche concorso ogni tanto, proprio perché diventa la gara a chi mette meglio le virgole o, come successo con Bob Dylan, nello starnazzare degli invidiosi. Aggiungo che, mi capita di ascoltare Dylan ma non è uno dei miei preferiti e che non ho mai letto nulla di Baricco, almeno mi sembra, non perché lo reputi non bravo ma semplicemente perché ho altri interessi.
Condivido in pieno le parole di Ferlinghetti, uno dei grandi cervelli delle Beat Generation, come ho detto spesso quel periodo ha dato anche molti "artisti" di poco conto e tanta, ma tanta, cacca letteraria. Ferlinghetti, invece, ha fatto veramente del bene per la letteratura. 
Mi riferisco a questa intervista: repubblica//lawrenceferlinghettigraziebob.
Prima di entrare nel merito, per capire la profondità del personaggio, nell'intervista si legge parla dalla sua casa di San Francisco, nel quartiere italiano North Beach. "Oramai sono quasi cieco", confessa. Gli sfugge una lacrima: "Dopo il glaucoma, non riesco a leggere più niente. Questa è la cosa che mi fa più male, alla mia età. Non può capire quanto". Si sposta dalla sua camera in soggiorno, a fatica. Ha il fiatone.

Come si può pensare che una persona che vince il Nobel per la letteratura sia indegna di tale premio perché non scrive libri ma canzoni, poesie. Come si può? E' come fare un documentario sul mare e non considerare le balene perché non sono dei pesci e parlare però degli squali. Sentite cosa dice Ferlinghetti "Che stupidaggini. Bob Dylan è un poeta, prima di ogni cosa. Lo è sempre stato. Ha scritto i migliori poemi surrealisti della nostra generazione. E, grazie alla musica, è riuscito a far arrivare la poesia dove non era mai arrivata, neanche con Ginsberg. L'Accademia di Svezia ha avuto grande coraggio per una scelta giusta e doverosa"... Bob era uno di noi, basti vedere il flusso di coscienza dei suoi primi testi. E, dalla pace alle droghe, dalla psichedelia al buddismo, ha articolato in maniera irraggiungibile slogan e temi della nostra generazione. Soprattutto negli anni a venire, è stato il vero padre culturale della hippy generation".

Trovo tutte queste critiche poco genuine e molto faziose, di un tipico snobismo radical chic italiano. Da girotondini del venerdì sera. La letteratura deve aprire le coscienze e mostrarci nuovi orizzonti e ferite vere. La letteratura deve far male! E per quel poco che lo conosco, Bob Dylan lo ha fatto. Il discorso è semplice. Ma forse sono io poco intellettuale e sono troppo spiccio e pratico e magari i famosi intellettuali di questo millennio sono quattro rincoglioniti. Penso che il buon Ferlinghetti la pensi come me... "Silenti? Questi dormono proprio! Va bene che la sinistra sta perdendo pezzi giorno dopo giorno. Ma io vedo solo un grande sonno". Ancora "Oggi gli intellettuali hanno lo stomaco pieno. Hanno tutto, da subito, soprattutto i più giovani. Quando arrivai a San Francisco negli anni Cinquanta non avevo niente in tasca. E così molti miei colleghi. Avevamo una fame dentro, una tale rabbia, che non potevamo star zitti".
Dylan e Fo sono stati due rivoluzionari, hanno scosso le coscienze. Perché non meritano un Nobel, perché quattro fighetti di sinistra vogliono il tomo di 500 pagine??? Gli stessi che vanno in piazza a manifestare per la pace nel mondo e postano cazzate contro il non eletto Renzi - non c'è scritto da nessuna parte che il Primo Ministro deve essere eletto, tanto per ricordarvelo. Siete di sinistra, arroganti nel pensare che di essere più intelligenti di quelli di destra e poi vi scandalizzate per il Nobel a Dylan. Vi meritate Renzi.

venerdì 14 ottobre 2016

A questa sera, parleremo anche di un certo Bob, Premio Nobel...

Con American Ciacoe vi aspetto questa sera allo Spazio Caffelarte di Paese (TV). Durante il nostro reading-concerto di musica e letteratura americana parleremo, ovviamente, anche del freschissimo Premio Nobel per la Letteratura, Bob Dylan. Inizio alle 21.30 e ricordatevi di mettere il vostro MI PIACE su questa pagina: facebook/AmericanCiacoe e di entrare nella nostra community: Google+/AmericanCiacoe.



mercoledì 12 ottobre 2016

American Ciacoe live venerdì sera... leggi il post!

Ritorna il progetto musicale-culturale ambientato negli States del secolo scorso. Per chi non ci conoscesse: facebook/AmericanCiacoe - Google+/AmericanCiacoe. La serata sarà un mix di concerto, in acustico, e reading letterario. Tratteremo, ovviamente, i grandi autori e musicisti del novecento. 
Per avere tutte le info, anche sulla cena, leggete qui sotto!!!

Cerca American Ciacoe su Facebook e Google+, per un nostro live chiama anche il 338 289 3785



lunedì 10 ottobre 2016

La città più segregata d' America

Visto che si stanno avvicinando le elezioni americane e vista la mia passione per quel mondo - venerdì torno con un live di American Ciacoe - oggi vi propongo una parte di un articolo che in versione completa trovate qui: repubblica.it/lacittapiusegregatadamerica.
L'articolo parte da una intervista fatta a T. R. German Jr., uomo nero di 82 anni, discendente da schiavi: Durante una visita in ospedale, ha incrociato un anziano bianco con i suoi nipoti. Alla sua vista, uno dei bambini, di quattro anni, dice: 'Ciao negro', usando il termine dispregiativo che si usava negli Stati Uniti fino alla conclusione ufficiale della segregazione razziale negli anni '60.
...
"Ci sono persone, nere e bianche, detenute all'epoca della segregazione. Credono che ci sia qualcosa di male nell'altro", lamenta German, testimone diretto dell'evoluzione dei diritti degli afroamericani. 
Pensa te, è il nostro cervello che determina tutto. La più grande arma di distruzione di massa.
Aveva 28 anni quando la sua città, Birmingham (Alabama) diventò l'epicentro della lotta dei neri per ottenere pari diritti. Era il 1963. Lavorava al servizio postale, dopo una parentesi nell'Esercito, in cui rimase per 25 anni. L'attentato dei fondamentalisti bianchi contro una chiesa nera, che uccise quattro bambine e in cui ora è volontario, e la brutalità della polizia nei confronti dei manifestanti neri, che venivano attaccati con i cani, furono determinanti affinché avanzasse il movimento dei diritti civili.
Birmingham fu definita la "città più segregata d'America": bar, parchi e appartamenti separavano bianchi e neri. Nei pochi luoghi in cui si mescolavano, per esempio in qualche teatro, i neri entravano da una porta secondaria e si sedevano in una zona isolata.
Erano universi paralleli. German è cresciuto in quel mondo e non poteva immaginare che le cose potessero cambiare. "Non c'era nessun contatto", spiega in un'intervista nella chiesa dell'attacco, quella battista della XVI Strada. "Sapevi quello che non potevi fare", dice. Ricorda ancora l'arbitrarietà della polizia, che poteva colpire un nero a prescindere da quello che faceva.
Fortunatamente lo cose sembrano cambiate, perché, a distanza di mezzo secolo: la sua famiglia è lo specchio dell'enorme evoluzione avvenuta. Ha due nipoti, entrambi con un genitore bianco. "La gente, bianca e nera, si è resa conto che dobbiamo unirci", sostiene. Il suo migliore amico è bianco: "L'unica cosa che ci separa è il colore della pelle e la nostra capacità di sfruttare le opportunità"...  
Alcune riflessioni molto interessanti German le fa. La prima, sostiene che il sistema giudiziale sia in mano - controllato - dai bianchi e che difficilmente cambieranno i pregiudizi della polizia nei confronti dei neri. La seconda, accusa gli afroamericani di cadere nel vittimismo e sostiene che i neri non hanno lavoro perché non lo chiedono. 
L'articolo è molto bello, perché va subito al punto senza tanti fronzoli. Concordo con il vecchio German, degli ancora attuali problemi razziali negli Stati Uniti è colpa di tutti. Con percentuali diverse ma è colpa di tutti.

giovedì 6 ottobre 2016

A domani!

Come vi ho detto nei giorni scorsi, domani sera farò un piccolo live di presentazione dei miei libri. Ne ho parlato in questo post: maurofornaro.blogspot.itla-scritturaeunacosaserialive
Quindi, cari amici veneti, vi aspetto al Blue Rain di S. Angelo di Piove - Pd. Iniziamo alle 21.15...
Vi posto un video di una presentazione fatta nel veneziano ad inizio anno. A domani!


video

martedì 4 ottobre 2016

La scrittura è una cosa seria, live!

Buongiorno.
Venerdì sera, quindi tra pochi giorni, sarò al Blue Rain Live Rock di Sant'Angelo di Piove, per presentare i miei libri. Come è già successo qualche settimana fa, farò un piccolo live - accompagnato da Bruno Mantra di OttoEventi - in apertura di un concerto.
Questa volta, a cantare dopo il sottoscritto, tocca al due Piccolo Digitale Mondo Antico, l'evento lo trovate qui ---> facebook.com/event/PDMA.
Inizieremo il live verso le 21.15 e per una mezz'ora circa vi presenterò tutti i miei libri, leggendo qua e là qualche racconto e poesia.
Vi aspetto e nel frattempo, se ancora non mi conoscete... per acquistare i miei libri, anche in versione ebook, potete consultare il sito dell' editore: www.edizionidelfaro.it o contattarmi a maurofornaro76@gmail.com. 

Se non li conoscete:
Edizionidelfaro/Unacomplessasemplicità
Edizionidelfaro/Lafaticadinonpensare
Edizionidelfaro/Sevolessiesseredisturbato

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Quello che non ho è un orologio avanti per correre più in fretta e avervi più distanti.
 Fabrizio De André