sabato 27 maggio 2017

Auguri, in ritardo, al MAESTRO Carver

Lo scorso 25 maggio era l'anniversario della nascita di Raymond Carver - Clatskanie, 25 maggio '38 - uno dei miei scrittori preferiti. Spero d'avere l'1% del suo talento, e di riuscire, anche solo minimamente, a scrivere in maniera asciutta ma completa e allo stesso tempo piena di emozioni senza mai essere patetico.

Vi consiglio di leggere tutta l'opera di Carver ma se proprio vi devo consigliare un libro, vi dico Principianti.  Il libro, una raccolta di racconti, è la versione restaurata di un'altra raccolta "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore"; un libro riuscitissimo e completo. Livello di ricchezza emotiva, 100%. Il mio racconto preferito? Con tanta di quell'acqua a due passi da casa.


giovedì 25 maggio 2017

Auguri, blog!

Oggi il mio blog compie 6 anni, non male direi. Anche se inizia un po' a pesarmi. Spero di continuare a fare qualcosa di buono con questo blog e di smuovere un po' le coscienze. In caso contrario, non esitate a dirmelo. E' inutile scrivere parole che non colpiscono il lettore.
Questo è quello che ho scritto nel primo post che feci.


La letteratura è una cosa seria, come bere, dormire o andare al bagno. Cose semplici e naturali ma anche fondamentali per un uomo. Chi scrive, non si chiede il perché di questa sua attività. Chi scrive, lo fa e basta! E' il più grande mezzo di evoluzione dell'essere umano che, però, molto spesso non sa trarne i benefici.
La letteratura è il mio ossigeno, questo blog farà lo stesso rumore di una foglia che muore. Nulla cambierà, ma nulla sarà più come prima.


martedì 23 maggio 2017

Il 31 maggio a Cento con L'UOMO CHE PIANGEVA IN SILENZIO

Avrei un po' di post americani da postare, su Elvis, Carver e Bukowski, ma è periodo di live con L'uomo che piangeva in silenzio e quindi mi dedico ai miei libri.
Il prossimo evento è previsto per mercoledì prossimo a Cento. Sarò ospite di un posto fighissimo con delle birre fantastiche - Il Cucco-dolcevita - accompagnato dal carissimo amico e fine cantautore, Massimo Danieli.
L'evento ufficiale lo trovate qui: facebook/evento/cento. Vi aspettiamo, di posto ce n'è!!!

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venerdì 19 maggio 2017

Cash e Hurt

Qualche giorno fa, su www.rockol.it, ho letto un interessante articolo di Paolo Panzeri. Lo riporto quasi interamente, per leggerlo tutto clicca → rockol/storiahurt. Ovviamente, alla fine dell'articolo potrete gustarvi il capolavoro di Cash. Non conoscevo la storia della canzone, contento d'averla conosciuta.

Nel 2001 Trent Reznor non sta vivendo il miglior periodo della sua vita. Nel 1999, a cinque anni di distanza dal capolavoro “The downward spiral”, uno degli album fondamentali degli anni novanta, che l’aveva portato - negli Stati Uniti - ad essere inserito tra le cento persone più influenti di quel periodo, era uscito il doppio album dei suoi Nine Inch Nails... La sua etichetta, Interscope Records, visti i numeri non del tutto soddisfacenti registrati dall’uscita discografica lasciò che il tour a sostegno dell’album gravasse in buona parte sulle finanze di Reznor. A questo quadro professionale non idilliaco si devono aggiungere inoltre problemi non di poco conto legati all’uso e all’abuso di cocaina e alcool... Nel medesimo periodo Johnny Cash e il produttore Rick Rubin erano alle prese con la scelta delle canzoni che avrebbero dovuto far parte del quarto capitolo della serie American Recordings che vide la luce l’anno seguente con il titolo “American IV: the man comes around”. Tra i titoli che Rubin propone al ‘man in black’ vi sono canzoni di Depeche Mode e Beatles, ma anche una contenuta nel già citato capolavoro dei Nine Inch Nails “The downward spiral”, quella canzone si intitola “Hurt”. Il produttore newyorchese è convintissimo che il testo di quel brano sia perfetto per Cash e, inoltre, crede possa essere una mossa strategicamente vincente far incontrare due mondi (e due pubblici) apparentemente distanti come Trent Reznor e Johnny Cash. Dirà Cash: “Quando ho sentito quella canzone, ho pensato, ‘suona come qualcosa che avrei potuto scrivere negli anni sessanta’. Ci sono più cuore, anima e dolore in quella canzone che in tante venute dopo”.
Una volta avuto il parere positivo di Cash sul brano, per poter inserire la canzone nell’album Rubin deve parlare con Reznor per avere il via libera al suo utilizzo... “Quando mi ha chiamato chiedendomi se mi sarebbe piaciuto che Johnny Cash coverizzasse “Hurt”, ho detto subito di sì per la fiducia che ho in Rick e la molta ammirazione verso Johnny. Johnny Cash era sempre stato una figura misteriosa per me. Mio nonno lo ascoltava, ma io non gli avevo mai prestato molta attenzione. Ma lui era uno dei pochi grandi rimasti, un personaggio, un uomo vero e proprio ed ho pensato che fosse incredibile che volesse rifare “Hurt”, perché le mie canzoni sono sempre state la mia terapia, un veicolo personale per restare sano di mente. Non ho mai pensato di scrivere canzoni per altri. E quella in particolare veniva da un posto privato, molto personale.”
Johnny Cash nel 2002 è malato e, come si dice in questi casi, non gli manca molto da vivere. “American IV: the man comes around” uscirà nel novembre di quell’anno e sarà il suo ultimo album pubblicato in vita. Nel settembre 2003 infatti Cash morirà all’età di 71 anni a causa di alcune complicazioni causate dal diabete. La sua interpretazione di “Hurt” lascia Rick Rubin letteralmente a bocca aperta. Rubin la fa ascoltare a Reznor che ricorda: “Poche settimane dopo il nostro incontro, Rick si presenta con un CD, ma io sono un po’ incasinato. Lo metto su e gli do un ascolto superficiale. Mi sembrava strano. Quella canzone proveniva direttamente dalla mia anima, era molto personale e mi faceva un effetto particolare sentire la voce massiccia di Cash che la cantava. L’ho ascoltata nuovamente e mi sembrava incredibilmente sbagliato sentire quella voce sulla mia canzone. Ho pensato: ‘ Ecco, questa cosa che ho scritto nella mia camera da letto in un momento di fragilità, adesso la sta cantando Johnny Cash. Mi ha fatto andare fuori di testa”.
Trent Reznor viene veramente molto colpito dall’ascolto della cover della sua canzone. E’ colpito in un modo che non poteva immaginarsi, dice: “Era indubbiamente una buona versione, ma mi sentivo come se stessi guardando la mia ragazza scopare con qualcun altro. Come se avessi costruito una casa, e qualcun altro ci si fosse trasferito dentro. Quando scrivo una canzone, sono solo io. E’ la mia voce. Così in un primo momento mi è sembrato molto strano”.
Il 5 novembre 2002 esce il disco di Cash ed è un disco magnifico. “Hurt” si rivela da subito uno dei brani più significativi dell’album. Si decide quindi di girare un video della canzone e di affidarne la regia a Mark Romanek. Per la clip vengono usate immagini della vita di Cash, pubblica e privata. Le parole di “Hurt” ne sono la perfetta colonna sonora. Cash, malato, è seduto al piano nella casa in cui visse a Nashville per oltre trent’anni. Dice Romanek: “Era rimasta chiusa per un po’ di tempo; quel posto era in un grande stato di degrado. E’ così che mi è venuta l’idea che forse potevamo essere estremamente onesti sullo stato di salute di Johnny, esattamente come lui stesso lo era sempre stato nelle sue canzoni”. Nel filmato compare anche la amatissima moglie June Carter. Era il febbraio del 2003 quando vennero girate quelle immagini. June morì a maggio, Johnny le sopravvisse fino a settembre. Il video avrà un clamoroso successo e viene ancora oggi considerata come una delle clip migliori e più intense di ogni tempo.
Così racconta Reznor quello che provò quando vide per la prima volta il video: “Un giorno mi arriva una videocassetta con il video di Mark Romanek. E’ mattina, sono in studio a New Orleans a lavorare sull’album di Zack De La Rocha. Ho guardato il video con lui e sono scoppiato in un pianto incontrollabile. Le lacrime, il silenzio, la pelle d’oca. Quel video mi aveva tolto il respiro. A quel punto, aveva davvero colto nel segno. E’ stato straziante e davvero entusiasmante”. E aggiunge: “Aveva appena perso la mia ragazza, perché quella canzone non era più mia. Poi tutto ha acquistato senso. E davvero mi ha fatto pensare a quanto sia potente la musica come mezzo e forma d’arte. Avevo scritto quelle parole e quella musica nella mia camera da letto come modo per rimanere sano di mente, in un luogo tetro e disperato in cui ero totalmente isolato e solo. Per chissà quale motivo, il brano viene interpretato da un mito della musica di un’epoca e un genere radicalmente diversi e conserva ancora la sincerità ed il senso di differenza, ma è altrettanto puro. Sapevo che non era più la mia canzone, e dico questo non con gelosia, ma perché è successo in un momento della mia vita in cui stavo riscoprendo il mio apprezzamento per il potere della musica.”
La versione di Cash è diventata nel tempo più nota e famosa dell'originale. Prima l’album, poi il video e infine la morte di Cash. La canzone ormai non è più una proprietà di Trent Reznor, ma, come accade con i figli, ha preso una sua via e una sua strada, a riconoscerlo è lo stesso Reznor: “Le cose sono diventate ancora più strane quando lui è morto, perché il significato della canzone si è spostato di nuovo. Da allora non ho più ascoltato la mia versione. Sono stato molto orgoglioso di quello che Rick e Johnny hanno fatto con il brano, e superato il mio shock iniziale, mi rendo conto che la musica è tutto...

...Stephen King: “”Hurt” dice tutto quello che dovete sapere su ciò che la vita può toglierti. Che cosa toglie sempre, alla fine. Una canzone come quella è un tesoro, perché dona voce a uno stato d’animo che in qualche misura coinvolge tutti, ma che non si può esprimere.”

mercoledì 17 maggio 2017

Dalla Turchia...

Invitandovi per l'ultimissima volta all'evento privato di questa sera - per prenotarsi cliccare ⇰ facebook/evento/L'uomo - vi propongo una mia vecchissima poesia che dedicai proprio all'amico che questa sera mi ospiterà. Quindi, se stasera volete passare qualche ora tra letteratura, cibo, buon vino e amicizia,  non esitate e prenotate il posto!



Seduto a poppa di una nave
osservo il mare,
piatto e tranquillo
come dio l'ha fatto,
e medito
sulla mia solitudine.

Il pensiero,
ineluttabile,
è di un destino
già segnato
per me e per l'essere umano.
Un continuo rincorrere
desideri
ed emozioni
che vanno
ad infrangersi
negli scogli della vita che
per alcuni è una merda.
Per altri,
un fantastico sogno
vissuto ad occhi aperti.

Ma, credimi amico mio,
che tu la pensi
in un modo o nell'altro
l'importante è arrivare
con le proprie gambe
al traguardo finale
e sapere d'averlo fatto.

to Bruno, Turkiye 2005.

Per organizzare una presentazione, contattami sui social,
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lunedì 15 maggio 2017

#nonmollomai

Oggi è una giornata da stare a letto, ma a letto non ci posso stare. Berrò seimila caffè per accettare questa giornata. Così, vi racconto che sabato a Loiano le cose sono andate benissimo. Al di là delle copie che ho venduto, le emozioni e il confronto che ho ricevuto sono sempre impagabili. E' proprio vero che noi scrittori viviamo di parole ed emozioni. 
Non ho voglia di postare nulla dei miei scritti, oggi sono la noia in persona. Ma vi voglio ricordare i prossimi appuntamenti e dire che nuove date sono in arrivo. Penso che fino a settembre mi potrete vedere in giro per l'Italia.

⏩ 31 MAGGIO a CENTO - PD - reading musicale con Massimo Danieli da Ilcuccodolcevita.
⏩9 GIUGNO a BOLOGNA - intervistato da Fabrizio Carollo da Blues cafe'

Per acquistare il mio libro, clicca ➽ edizionidelfaro/luomochepiangevainsilenzio, oppure vieni alle mie presentazioni o, in alternativa, vai in libreria!

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sabato 13 maggio 2017

Non so stare fermo

Buongiorno.
E' uscito da poco il mio romanzo, L'uomo che piangeva in silenzio, e già sto lavorando al prossimo libro. Vi do qualche anticipazione, sarà una raccolta di poesie, scritte negli ultimi quattro cinque anni. L'ultima proprio l'altro ieri. Ma oggi non mi va di condividerne alcuna, preferisco questa foto, mi dà il senso del viaggio. Che poi è la cosa che fa ogni scrittore quando si mette all'opera. E' bella l'ansia che si prova quando si va incontro ad un nuovo libro.

Ph. Daniela Martin - @laddani



giovedì 11 maggio 2017

Sono insolitamente sereno e sorridente

In questi giorni sono insolitamente sereno, sorridente e positivo. Chissà, magari ho la febbre...
E come Charlie il protagonista del mio ultimo romanzo, L'uomo che piangeva in silenzio, in realtà sono una persona che trova sempre i lato positivo delle cose, anche se magari non lo do a vedere. Proprio nel libro dico che:
Avrebbe continuato a vivere, nonostante tutto, perché Anita, che lo stava aspettando, così gli aveva insegnato. Il suicidio sarebbe stato messo da parte, almeno per ora. Le difficoltà e i cambiamenti non erano più tali, erano diventati opportunità di crescita, interiore ed esteriore. Voleva crescere, maturare e non smettere mai di progredire. Perché come diceva lui... il vero progresso è solo interiore, il vero progresso è la maturità dei propri pensieri. Tutto il resto è modernità...
L’amore lo aveva bruciato ma lui ora guardava un fiore crescere. Anche le sofferenze possono essere delle favole se c’è poesia nel cuore delle persone...

Detto questo, vi ricordo i prossimi appuntamenti con le presentazioni del mio romanzo, ma nelle stesse occasioni si potranno acquistare anche gli altri miei libri di racconti e poesie. Nei link qui sotto trovate sia le info degli eventi, sia l'articolo del mio editore.



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lunedì 8 maggio 2017

L'uomo on the road

Eccomi con altre novità librarie, intanto vi ripropongo l'intervista che mi ha fatto il caro amico Aldo Jani, per Canale 13 e Canale 86, che è andata in onda durante il week end all'interno della rubrica "Vetrinalibri".

video

Poi vi ricordo due impegni molto prossimi con la presentazione de L'uomo che piangeva in silenzio:
⏩13 MAGGIO a LOIANO - BO - facebook/evento/LOIANO - sarò intervistato da Karmen Ogulin, in biblioteca. 
⏩17 MAGGIO ad ARZERGRANDE - PD - facebook/evento/ARZERGRANDE - private show da Bruno Mantra, obbligatoria la prenotazione.

A fine mese sarò a Cento, in provincia di Ferrara. Durante l'estate a Bologna e poi sui colli bolognesi, e molte, ma molte date, in pianura padana... 

sabato 6 maggio 2017

Perché si pubblica

Ripropongo in parte un bellissimo - molto completo e competente - articolo che ho sul Post, completo lo trovate qui: ilpost.it/initaliapubblicanotantilibri, che tratta del perché in Italia si pubblicano tanti, troppi, libri. 
L'articolo è molto lungo ma non vale come lettura di un libro! 😉
...In Italia il numero di titoli pubblicati continua a crescere anno dopo anno, anche se i lettori diminuiscono. L’offerta funziona indipendentemente dalla domanda. Escludendo – almeno in parte – che sia un mondo di pazzi votati a lavorare in perdita, bisogna capire quali meccanismi di mercato spingano gli editori a continuare ad aumentare la quantità di libri e sapendo che più della metà ritorneranno indietro perché non saranno comprati (e che non potranno essere usati per farne scalini).
...Basta guardare le serie storiche: nel 1919 furono pubblicate 5.390 novità; nel 1956 erano più o meno le stesse: 5.653; nel 1970 salirono a 15.414; nel 1984 arrivarono a 21.063... Nel 1998 furono 56 mila... Oggi – il dato è del 2015 – i nuovi titoli pubblicati sono schizzati a 65 mila di carta, il 6,5 per cento in più rispetto all’anno precedente, a cui si aggiungono 63 mila ebook. Significa che ogni giorno escono in media 178 nuovi libri di carta, e 350 nuovi titoli in totale. Nel 2015 il catalogo “vivo” – cioè i libri in commercio di cui effettivamente si vende qualche copia – era di 906.481 titoli (+5,2% sul 2014). Sempre nel 2015 gli editori italiani che hanno pubblicato tra i 10 e i 60 titoli all’anno erano 1.005, un po’ più dell’anno prima.
In compenso i lettori calano: nel 2015 in Italia  33 milioni di persone non hanno letto neanche un libro, 4 milioni e 300 mila in più rispetto al 2010. Per vendere almeno una copia di ogni libro in commercio – quantità che sarebbe comunque fallimentare – tutti i lettori dovrebbero comprare 23 libri all’anno ciascuno, praticamente due al mese. Invece si sa che dei 23 milioni di lettori italiani (di cui la metà abita in comuni dove non c’è una libreria), 10 milioni hanno letto al massimo 3 libri all’anno, 9 milioni tra i 4 e gli 11 libri e soltanto 3 milioni un libro al mese (i dati vengono dal rapporto Chi è il lettore di libri in Italia?, presentato il 20 aprile dall’Associazione italiana editori a Tempo di libri, la fiera di Milano, e non considerano i bambini sotto i 6 anni, che pure contribuiscono in modo significativo al mercato).
...I libri aumentano nonostante la diminuzione dei lettori per molte e complesse ragioni, che hanno a che fare con:
1. le caratteristiche merceologiche del libro;
2. il permanente valore socio-culturale del libro;
3. il progressivo miglioramento delle tecnologie di produzione che hanno ulteriormente abbassato i costi d’accesso all’editoria, permettendo a chiunque di auto-pubblicarsi;
4. le modalità di vendita del libro.
I libri sono prodotti industriali, ma non possono essere prodotti in serie come, per dire, le scatolette di tonno. Ogni libro è diverso e ogni volta si ricomincia da capo. Non è possibile fare troppe previsioni. Per quanto i modi di produzione siano industriali e standardizzati, l’editoria rimane legata all’artigianato e ha qualche somiglianza con il gioco d’azzardo. Questo spinge gli editori ad aumentare il numero di titoli nella speranza di imbroccare il bestseller che metterà a posto i conti (o a puntare sulle serie, specialmente su poliziotti e investigatori privati che permettono di cercare di fidelizzare i lettori e farli crescere uscita dopo uscita).
Il valore di un libro non si misura soltanto in termini economici. Un libro conserva un valore sociale e culturale che va al di là dei soldi che fa guadagnare. I libri sono usati anche come biglietti da visita che danno all’editore e all’autore non solo prestigio, ma anche una sorta di indotto fatto di presentazioni, collaborazioni, eventuali finanziamenti istituzionali. È il prestigio sociale e il guadagno indiretto la vera ragione di esistenza di centinaia di editori che lavorano in perdita e di migliaia di autori che, di fatto, lavorano gratis. È impossibile quantificarle, ma certamente molte case editrici sopravvivono perché garantiscono a persone con qualche soldo di svolgere un’attività che gode di buona reputazione e di ripianare le perdite quando è il caso (non è una critica, fare l’editore non è il modo peggiore per spendere i propri soldi).
Aprire una casa editrice non richiede grandi investimenti iniziali. La soglia di accesso è sempre stata relativamente bassa. Negli ultimi decenni il miglioramento delle tecnologie di stampa e l’avvento della stampa digitale hanno ulteriormente abbassato i costi e di conseguenza il numero minimo di copie da stampare per accedere sul mercato. Per questo, anche in Italia, all’editoria tradizionale si stanno affiancando, con un peso sempre maggiore, i libri auto-pubblicati. Per Paola Dubini, che si occupa di editoria e insegna all’Università Bocconi di Milano, il digitale è la ragione principale della proliferazione di titoli degli ultimi anni: «La prima accelerazione degli anni Sessanta e Settanta fu determinata dal boom economico e dall’alfabetizzazione. Credo che quella degli ultimi vent’anni sia dovuta all’abbassamento dei costi di stampa e all’aumento dei libri autopubblicati», dice al Post.
A queste ragioni se ne aggiunge una quarta: la vendita di libri funziona in modo da rendere più conveniente per l’editore, almeno sul breve periodo, aumentare il numero di titoli.
...L’editore incassa sul distribuito, ma guadagna sul venduto. È un meccanismo finanziario che favorisce l’incremento di produzione anche in assenza di vendite. Se un editore riesce a distribuire 5mila copie di un libro da 10 euro, riceve un assegno pari al 40 per cento della merce che ha immesso sul mercato (il 60 per cento va al distributore che rivende i libri al libraio con uno sconto del 35-38 per cento sul prezzo di copertina). Con questi 20 mila euro l’editore paga il tipografo, la carta, il grafico e la redazione. Ma siccome il pagamento avviene dopo almeno tre mesi, i soldi deve anticiparli di tasca propria o fare una fideiussione con una banca, dando in garanzia l’assegno.
In editoria, al contrario che in ogni altro mercato, esiste il diritto di resa: cioè il libraio rende i libri che non ha venduto e si fa ridere i soldi dall’editore sotto forma di sconti sugli acquisti successivi. In Italia le rese sono mediamente del 60 per cento: significa che dopo tre mesi, ai 20 mila euro iniziali bisognerà sottrarre 12 mila euro, e in più pagare il distributore per riportare indietro i libri invenduti. La strada più semplice per uscirne è stampare un altro libro, in modo da avere un altro assegno, e così via nella speranza di imbroccare il titolo che metta a posto i conti. Aumentare la produzione è la tentazione di ogni editore per mantenere il fatturato inalterato anche quando le vendite calano. Anche perché le rese vengono messe a bilancio come attivo, sebbene in realtà costituiscano un passivo: è merce invenduta che difficilmente si riuscirà a vendere in futuro, che occupa spazio e che costerà altri soldi quando verrà mandata al macero.
Naturalmente non va sempre così. Può succedere che un libro o più di uno vendano tutte le copie della prima tiratura e siano ristampati. In questo caso l’editore guadagna e può ripianare le perdite. Inoltre gli editori sanno che aumentare i titoli porterà al fallimento nel medio-lungo periodo. Quelli che resistono stanno attenti a non farlo. Secondo Sellerio – l’editore che forse ha guadagnato di più in Italia negli ultimi anni – una delle defficoltà più grandi è resistere alla tentazione di aumentare la produzione e rinunciare a libri che si pubblicherebbero volentieri. Ma se le cose vanno male – e vanno male spesso – pubblicare di più nella speranza di trovare un bestseller può apparire l’unica strada possibile.
Per spezzare questo meccanismo, qualche anno fa Riccardo Cavallero e Valerio Giuntini, all’epoca direttore generale e direttore commerciale di Mondadori,  ora a SEM, cercarono di convincere i librai ad adottare un sistema diverso, cioè a condividere i rischi con l’editore: il diritto di resa sarebbe rimasto solo sulle novità, ma in cambio gli editori avrebbero stabilito quante copie fornire; mentre i libri di catalogo sarebbero stati acquistati dal libraio nella quantità desiderata, ma senza diritto di resa. Un’altra proposta, diretta ai piccoli editori, prevedeva di vendere in conto deposito, cioè che i librai pagassero alla fine solo i libri che avevano effettivamente venduto. Naturalmente i librai si rifiutarono, perché il diritto di resa e il potere di ordinare ogni titolo nella quantità desiderata sono strumenti grazie a cui riescono faticosamente a sopravvivere. L’idea non era troppo condivisa neppure dagli altri editori, a cominciare da molti azionisti e manager della stessa Mondadori, perché avrebbe determinato un calo di fatturato sugli anni successivi e impedito le campagne promozionali, cioè gli sconti, un altro trucco grazie a cui gli editori riescono a liberarsi in parte del magazzino.
...Gli editori guadagnano se riescono a vendere un titolo, e quando succede – avendo ripagato le spese industriali – guadagnano tanto. I librai guadagnano se tengono basse le spese, ma riescono ad avere una buona rotazione e un buon flusso di cassa. I distributori, invece, guadagnano sempre, sia sui libri venduti che su quelli che non compra nessuno. Il distributore, cioè, è il perno su cui il sistema si regge, e non ha alcun interesse a cambiarlo. 
...Nonostante l’automatizzazione non risulta che l’incidenza dei costi di distribuzione sia calata. L’altro attore editoriale che guadagna, infatti, è Amazon: la cui forza si basa proprio sull’automatizzazione della distribuzione. Perché un libro venda bisogna che sia visibile e perché sia visibile occorre distribuirlo nel maggior numero di librerie possibili in una quantità sufficiente. Raggiungerle costa e costringe l’editore ad aumentare le copie e, quindi, le rese. Questo è vero anche nel caso delle grandi catene, dove gli acquisti sono centralizzati. Perché un titolo sia visibile per esempio nelle librerie Feltrinelli, occorre mandare un certo numero di copie in ogni libreria della catena, anche in quelle dove non se ne venderà nemmeno una. Amazon salta un passaggio. E non sposta copie inutilmente. Il libro raggiunge il lettore partendo da un posto solo (il deposito principale è a Castel San Giovanni, Piacenza, ha 900 dipendenti ed è grande 100 mila metri quadrati, come 14 campi da calcio; ne sta aprendo un altro di 60 mila metri quadri a Passo Corese, in provincia di Rieti; e ne è attivo un altro più piccolo ad Affori, Milano, per i clienti Prime).
Questo permette ad Amazon di avere un catalogo virtualmente infinito – i titoli in lingua italiana attualmente acquistabili sono 15.190.256, contro il milione scarso di quelli presenti in tutte le librerie italiane – e di guadagnare sulla cosiddetta “coda lunga“, il fenomeno economico teorizzato da Chris Anderson per spiegare l’economia della rete: vendere anche poche copie lentamente fino a quando le scorte non saranno esaurite. In questo modo la rotazione si azzera e le rese crollano, permettendo ai libri di sopravvivere molto più a lungo. Le librerie fisiche non possono farlo per mancanza di spazio, ulteriormente ridotta dalla pressione crescente delle novità in arrivo. Il problema di Amazon è che i libri si comprano anche per caso, quando vengono visti su uno scaffale, e che chi acquista online generalmente sa già cosa comprare (sempre più spesso c’è chi va su Amazon – o su Ibs, che fa capo a Messaggerie – dopo avere avvistato il libro in una libreria tradizionale). Senza finestre reali sul mondo difficilmente riuscirà a intercettare l’interesse distratto, e a suscitare il passaparola, che è poi il vero meccanismo che crea un bestseller. Amazon tenta di rimediare online puntando sui consigli («Chi ha acquistato questo articolo ha acquistato anche…», «Spesso comprato insieme a…») e sugli estratti dei libri. Nel mondo reale, invece, punta sulle librerie fisiche che sta aprendo negli Stati Uniti e, anche in Italia, sull’editoria.

mercoledì 3 maggio 2017

Ricordando Pete

Oggi ricorre l'anniversario della nascita di Pete Seeger, New York 3 maggio 1919, è stato un folk singer ed è, tutt'ora, uno dei punti di riferimento di American Ciacoe.
Attivista politico della sinistra americana e uno dei massimi autori della canzone di protesta, nonché ecologista e combattente per la tutela dell'ambiente. 
Per tutti quelli che vogliono conoscere meglio le lotte di classe del secolo scorso in America, Seeger è uno degli autori fondamentali. Uno di quei comunisti che non puoi non ammirare! Lui stava da questa parte...




lunedì 1 maggio 2017

Increspature

E' da un po' che non posto una poesia, questa sarà presente nella mia prossima raccolta. In uscita nei prossimi mesi. Eccola!

Increspature

Dove sono finiti quei due?
Non ci sono mai stati.
E allora
non sono finiti da nessuna parte.

E la filologia
come si può definire?
Di fatto, non è facile dare una definizione univoca
perché è una disciplina dai molteplici aspetti.
La filologia è stata, e può essere, definita
in maniere diverse.

E grazie al cazzo!
A tutti questi pensieri
inutili.
Quei due lì
non sono mai esistiti,
quindi
non preoccuparti.
Stai sereno.
La filologia è più difficilmente
definibile di una religione,
quindi preoccupati ancora meno
e aumenta la tua serenità.

Per quanto interessanti siano le persone
e per quanto bene possano dispensare
ricordati
che quei due lì
insieme
valgono
meno di te
e che la complessità
della tua mente
vale più di un filologo.

venerdì 28 aprile 2017

Gli eventi di OTTOeventi

Oggi vi presento una serie di incontri culturali organizzati da OTTO associazione culturale e dal suo mentore, Bruno Mantra. Tutti gli eventi sono a numero chiuso essendo dei private show, il mio appuntamento è previsto per il 17 maggio, per info e iscrizioni ↠ facebook/ottoeventi/fornaro, ed è obbligatoria la prenotazione per tutte le serate. 
Il cartellone è molto vario e assolutamente di qualità, quindi non perdete tanto tempo, prenotatevi e alzate il culo dalla sedia! Per tutti i mercoledì di maggio tenetevi impegnati, il 3 ci sarà La notte dei tarocchi - il 10 Meditazione della Luna piena del Toro - il 17 l'appuntamento con me e con il mio ultimo libro: L'uomo che piangeva in silenzio - il 24 serata con il Birrificio Monterosso - il 31 live della cantautrice Elisa Bonomo

 Prenotazioni: ottoassociazione@libero.it  -  3495335742

mercoledì 26 aprile 2017

Altra recensione e altre news!!!

Eccomi con una nuova recensione de L'uomo che piangeva in silenzio. Apparsa qualche giorno fa su ilmetropolitano.it, quotidiano online di Reggio Calabria. La recensione completa, fatta da Maurizio Caruso, la trovate qui: ilmetropolitano.it/luomochepiangevainsilenzio.

Ve ne do uno stralcio... L’esistenzialismo interiore e sincero di Mauro Fornaro ci porta verso quella nebbia di sentimenti che soffoca l’esistenza e nasconde la strada saggia per un quieto vivere.  Fa della tristezza e del decadimento psicologico un compiacimento letterario, come un blues-man maledetto che canta confidenzialmente i suoi malumori. Lo stile minimalista gioca sull’identificazione tra lo scrittore e il suo immaginario e si interroga sulla possibilità di potersi liberare dalla condizione dell’individuo adulto azzerandone i valori a favore di quelli più istintivi e primordiali dell’infanzia. La struttura narrativa, spezzata tra il vissuto di Charlie e i racconti sull’amore, sulla religione, sulla violenza è ben gestita e ‘montata’ in un meccanismo rigido e funzionale ai personaggi. ...


Sabato mattina sarò ancora ospite in radio, questa volta tocca a Radiosanluchino. Verso le 11 sintonizzatevi su 104.5 o 104.7...

lunedì 24 aprile 2017

Una giornata un po' così...

... di un periodo così, così. 
E come Charlie, il protagonista del mio romanzo, ho sempre l'ansia per tutto e paura di qualsiasi cosa. Dovrei gustarmi di più i bei momenti. Già. 


sabato 22 aprile 2017

Domenica tutti a Pianoro!

Come vi avevo promesso, oggi vi parlerò della manifestazione alla quale sarò ospite domani, domenica 23 aprile: Liberi di leggere. La kermesse culturale si svolgerà a Pianoro, una bellissima cittadina sulle colline bolognesi, durante tutta la giornata. Sarò intervistato nel pomeriggio, verso le 16, al Gazebo di Corso Esperanto. Per l'occasione, parlerò sia del mio ultimo libro, L'uomo che piangeva silenzio, ma anche di poesia. In particolare, della mia raccolta di poesie di qualche anno fa: Una complessa semplicità. Durante la giornata sarà possibile acquistare anche gli altri miei libri. Insomma, venite a Pianoro a conoscermi!!!

E se volete conoscere meglio il mio romanzo, vi segnalo una bella recensione su questo blog di Enrico Fasano, un bravo blogger che ama, come me, la letteratura americana: direzionekinghiana.blogspot.it/luomochepiangevainsilenzio.



Per acquistare direttamente il mio ultimo libro, clicca...

martedì 18 aprile 2017

Intervista con L'UOMO CHE PIANGEVA IN SILENZIO

Buongiorno a tutti!
Oggi vi posto l'intervista che ho rilasciato ad Aldo Jani per Rete8vga, ancora attualissima, visto che parlo soprattutto del mio ultimo libro, L'uomo che piangeva in silenzio
Nel prossimo post, vi parlerò di domenica 23 aprile, sarò a Pianoro in provincia di Bologna, a parlare anche di poesia, con un altro mio libro: Una complessa semplicità. Intanto gli appuntamenti con il mio romanzo aumentano, sotto vi ho aggiornato la scaletta.


video

Per acquistare il mio libro clicca

Prossimi appuntamenti
➤ 23 aprile, Pianoro - BO
➤ 13 maggio, Loiano - BO
➤ 17 maggio, Home show in provincia di PD [evento privato]
➤ 31 maggio, Cento - FE [reading musicale con Massimo Danieli]
➤ 9 giugno, Bologna
➤16 giugno, Piove di Sacco - PD [ con il live "Effetti collaterali" di American Ciacoe]
➤ 6 luglio, Monzuno - BO

venerdì 14 aprile 2017

Tutte le mie interviste della settimana

Settimana di tante interviste e mille impegni. In attesa di presentare il mio libro dal vivo, primo appuntamento il 23 aprile in provincia di Bologna, avrete tutte le info su questo blog, eccovi due interviste che ho rilasciato in settimana: 

Ma potrete anche vedervi in televisione: 
  • l'intervista che mi ha fatto Aldo Jani la potrete vedere all'interno della trasmissione Clap Clap il video-palcoscenico di Bologna, sabato alle ore 21:00 su Rete8vga [canale 86 del digitale terrestre]; all'interno della trasmissione Biiiss!! è il concerto del ​sabato mattina, alle ore 1​1:​30 su Rete8vga [canale 86 del digitale terrestre].
  • dallo stesso Jani, con Ettore Pancaldi, sono stato intervistato per la trasmissione Nutizièri Bulgnais, che andrà in onda: sabato, domenica e lunedì tra le 7.00 e le 8.45 [canale 13 del digitale terrestre] e sabato e domenica alle 14.30 [canale 86 del digitale terrestre].
Se volete comprare direttamente il mio libro, cliccate ⇨⇨ www.edizionidelfaro.it/luomochepiangevasilenzio ⇦⇦



mercoledì 12 aprile 2017

American Civil War


Il 12 aprile dl 1861 scoppiava la Guerra Civile Americana. Oggi non sono qui per raccontarvi cosa successe, più o meno tutti lo sappiamo. 
Però vi invito ad ascoltare John Brown's Body, composta proprio intorno al 1861. Divenne una delle più famose canzoni nel corso della guerra di secessione americana dove veniva usata come marcia militare e canzone di battaglia e lo stesso John Brown divenne un martire della causa nordista. E' assurta a simbolo del sentimento abolizionista dell'Unione che, secondo la propaganda unionista, si batteva per la libertà degli schiavi e l'uguaglianza degli uomini contro i Confederali (Stati Confederati d'America) che invece sarebbero stati i difensori della schiavitù. Il canto fa riferimento al famoso episodio di John Brown. Un abolizionista nero che nel 1859 tentò di dare il via a una rivolta in Virginia per liberare gli schiavi e per questo venne condannato a morte.




Ma anche a leggere La capanna dello zio Tom, che molti critici ritengono che esso possa aver alimentato la causa abolizionista. Solo negli Stati Uniti, nell'anno successivo alla sua pubblicazione ne furono vendute 300.000 copie. Il figlio dell'autrice scrisse che quando il presidente Lincoln incontrò l'autrice, H.B. Stowe, all'inizio della guerra dichiarò: "Allora questa è la piccola signora che ha scatenato questa grande guerra".


lunedì 10 aprile 2017

Wattpad

Oggi parlo di Wattpad, un vero fenomeno editoriale che oggi viene descritto dalle indagini di marketing come ‘romanzo adolescenziale’ o “young adult”, se andate a vedere la classifica delle vendite non si può che dare ragione a questi termini. Praticamente Wattpad è un social dove la smania di sesso pronto ma senza eclatanti dettagli porno e con molte allusioni, dato in pasto a teenager tra i 12 e i 18 anni che altrimenti non leggerebbero nemmeno le pubblicità sugli autobus. Dove si legge velocemente e, soprattutto, in ogni posto. Prerogativa fondamentale per gli adolescenti, che a sedersi a leggere non ci pensano nemmeno!
Detto questo, Wattpad è un fenomeno editoriale, nelle foto leggerete che va molto forte soprattutto in America e oriente. Il segreto del successo della community, nata nel 2006 da un’idea di Allen Lau e Ivan Yuen come app per scaricare ebook su l’ iPhone, sta tutto qui: nella categoria “Storia d’amore”. 
Sicuramente Wattpad è una nuova frontiera per gli adolescenti, che ci piaccia o no, e quindi non possiamo far finta di niente. Nelle foto che posto, leggerete che il social ha 45 milioni di utenti al mese, di cui 1 milione in Italia. Numeri di fronte ai quali non si può scherzare.

Fonte: web.



sabato 8 aprile 2017

John Fante

Oggi è l'anniversario della nascita di uno degli scrittori che amo di più, John Fante. Lo scrittore italo americano nacque a Denver l'8 aprile del 1909. E' il classico scrittore di cui bisogna conoscere la vita per capire bene le sue opere, di cui vi consiglio Chiedi alla polvere, La confraternita dell'uva, Sogni di Bunker Hill, anche se in realtà vi direi di leggere tutti i suoi libri, romanzi e racconti. 
Trovo che una sua caratteristica meravigliosa fosse la semplicità dello stile. Unita all’ italianità che in Fante è fondamentale e si ritrova in tutta la sua opera, per far capire che gli italiani, gli immigrati in generale, non erano poi così male. E poi? Poi il suo alter ego si chiama Arturo Bandini, un giovane che non diventa mai vecchio e vuole diventare scrittore, nonostante tutte le difficoltà di materiali e creative. Forse mi ci ritrovo.



Questo un estratto di Chiedi alla polvere, parte del libro che porto tutti i giorni con me... 

Una suprema indifferenza ricopriva il deserto e l’eterno rinnovarsi dell’alba, e tuttavia il mistero di quelle colline, il loro segreto consolatore rendevano la morte senza importanza.

giovedì 6 aprile 2017

I primi live con L'UOMO CHE PIANGEVA IN SILENZIO

Buongiorno, e non potrebbe che essere così! 😍✨
L'uomo che piangeva in silenzio è uscito ed inizio col darvi qualche data di presentazione del romanzo.
E' acquistabile tramite tutti i canali di vendita e direttamente da qui: edizionidelfaro.it/l'uomochepiangevasilenzio.

➤ 23 aprile, Pianoro - BO 
➤ 13 maggio, Loiano - BO
➤ 31 maggio, Cento - FE [reading musicale con Massimo Danieli]
➤ 9 giugno, Bologna
➤16 giugno, Piove di Sacco - PD [ con il live "Effetti collaterali" di American Ciacoe]
➤ 6 luglio, Monzuno - BO



Per organizzare eventi con me, interviste, presentazioni, ecc., contattatemi via mail: maurofornaro76@gmail.com


Nel sito del mio editore - www.edizionidelfaro.it - e nelle librerie online e non, potete trovare anche gli altri miei libri, saranno acquistabili anche durante le presentazioni. 
In ogni caso, ve li riepilogo:

mercoledì 5 aprile 2017

Il perché di un romanzo breve

Nei giorni scorsi ho trovato nel web un articolo che parla di romanzi brevi, completo lo trovate qui ---> paroleacolori.com/romanzibrevi. Visto che il mio prossimo libro, L'uomo che piangeva in silenzio, lo è, vi do qualche motivo per leggerne uno. 
Condivido la prima parte dell'articolo: Chi ha detto che per scrivere un capolavoro ci si debba dilungare per centinaia e centinaia di pagine? Che serva uno spazio sterminato, per trasmettere qualcosa e coinvolgere i lettori? Così come capita anche in altri campi, molto spesso “il vino buono si trova nella botte piccola”.
Condivido in pieno, la scrittura è tutto: romanzi brevi, poesie, racconti, madrigali, ecc.

Se avete ancora dubbi, vi do qualche titolo preso dell'articolo: 
Cronaca di una morte annunciata, G. Garcia Marquez
Un gioiello della letteratura sudamericana novecentesca, forse il miglior romanzo di Garcìa Màrquez dopo “Cent’anni di solitudine”, che però, vista la mole, richiede molto più tempo per essere letto. “Cronaca di una morte annunciata” è stato pubblicato nel 1981, e l’anno successivo l’autore ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura.
La fattoria degli animali, George Orwell
A scuola insegnano che Orwell, attraverso questa geniale allegoria satirica declinata in chiave animalesca, intendeva raccontare a modo suo la rivoluzione russa che si mutò in stalinismo. Ma ridurre questo capolavoro breve alla satira di un episodio specifico, seppur importante, è riduttivo. “La fattoria degli animali” spiega il potere e l’umanità di qualsiasi epoca, compresa quella attuale, quelle passate e quelle future.
La metamorfosi, Franz Kafka
Benché di mestiere facesse l’assicuratore e dovesse quindi relegare la scrittura a passatempo non retribuito, Franz Kafka è riconosciuto come gigante della letteratura europea novecentesca: un autore troppo avanti per i suoi contemporanei. “La metamorfosi” costituisce il suo capolavoro, con la geniale (e spaventosa) allegoria esistenzialista dell’uomo tramutato in insetto. Anche in questo caso l’autore riesce a risolvere il capolavoro nella brevità di un racconto che spesso viene edito come volumetto a sé.
Il vecchio e il mare, Ernest Hemingway
Un grande romanzo classico scritto da uno dei grandi scrittori del Novecento. Un uomo anziano pesca da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo. Sono ormai ottantaquattro giorni che niente abbocca all’amo. Attraverso questa scena, Hemingway affronta tematiche importanti come il coraggio, la tenacia dell’uomo di fronte alla Natura, la paura della morte, la vecchiaia.
Colazione da Tiffany, Truman Capote
Truman Capote, famoso per il realismo e le tinte forti dei suoi lavori di stampo giornalistico, racconta in questo libro la storia di una giovane che cerca e allo stesso tempo teme la stabilità. Ingenua e sognatrice, la protagonista affronta la vita, e tematiche come amicizia, denaro, compromessi, scelte e casualità si intrecciano nel romanzo.

lunedì 3 aprile 2017

Prima intervista!

Eccomi! Buona settimana e buon ascolto della prima intervista sul mio ultimo romanzo che mi ha fatto il caro amico Bruno per la sua Radio Veneto Nebbia. Per ascoltarla basta cliccare qui ---> youtube/intevistaR.V.N.

Portate pazienza veramente ancora poco, ormai il libro è pronto. Basta veramente poco, magari già domani avrò qualche novità...



Per organizzare eventi con L'uomo che piangeva in silenzio, scrivetemi a maurofornaro76@gmail.com e non dimenticatevi di...

venerdì 31 marzo 2017

Elvis e L'uomo che piangeva in silenzio

Nel mio romanzo, L'uomo che piangeva in silenzio, in uscita entro pochissimi giorni, parlo di varie canzoni che mi aiutano nella narrazione. Oggi vi propongo un stralcio dove si parla di una canzone di Elvis e anche il video della canzone stessa. 

Ogni tanto guardavano fuori, stava scendendo la sera. Lui interruppe il silenzio. “Resteremo insieme per tutta la vita, come i nostri sogni quando volano ad abbracciare il cielo”. Lei chinò la testa, i capelli le coprirono la faccia e una lacrima le solcò la guancia e velocemente andò a baciarle il sorriso. Una radiolina riempì il silenzio che assieme avevano creato, Elvis cantava because i love you too much baby. Tutto era rimasto fuori, tutti i problemi, le difficoltà. Soprattutto il passato. La felicità è accettare la vita, ora lo sapeva anche lui.



Per organizzare eventi con L'uomo che piangeva in silenzio,  scrivetemi a maurofornaro76@gmail.com e non dimenticatevi di...

martedì 28 marzo 2017

Quando il libro è non cartaceo

Visto che si parla spesso di libri cartacei e di libri elettronici, e visto che sono parte in causa, vi dico la mia e vi faccio leggere parte di un articolo che completo lo trovate qui: lastampa.it/librielettronicifrenanolalettura.
Sono a favore dei libri cartacei, se devo leggere un libro lo leggo cartaceo. Anche i miei libri, intendo quelli che ho scritto io, mi fanno un effetto diverso quando li posso toccare e quando invece li vedo scaricati come e-book. Se leggo su carta comprendo tot, se leggo su di uno schermo comprendo tot -.
In ogni caso, non sono contrario all' e-book, motivo? Ognuno deve leggere nella maniera che preferisce. 
Ora vi riporto l'articolo di cui vi ho accennato. Da uno studio dell’università Murdoch del Queensland, in Australia, si evince che i nativi digitali sono capaci di passare con disinvoltura dal tablet alla carta stampata, dalla saga fantasy in videogioco a quella cartonata. Ma leggere su carta stampata o su uno schermo non è la stessa cosa. Un’affermazione intuitiva, per chiunque abbia provato le due modalità: ma adesso dimostrata da uno studio fatto su mille bambini all’università Murdoch di Perth, in Australia, per cui quelli che leggono su iPad, computer e telefonini leggono meno. «Dare ai bambini congegni elettronici per leggere inibisce la lettura», è la conclusione della ricerca guidata da Margaret Merga del Dipartimento di Educazione dell’ateneo. 
Il motivo principale sarebbe il «media multitasking». «Leggere su congegni collegati in rete causa distrazione, invitando al salto continuo da una pagina all’altra...
Specialmente problematici in questo senso sono i telefonini, che molti teen ager usano anche per leggere, ma su cui sono continuamente interrotti da messaggi e avvisi social, Al progetto hanno partecipato 997 alunni degli ultimi tre anni delle elementari, ai quali è stato chiesto con che frequenza leggono libri nel tempo libero, se possiedono Kindles, iPad, o telefoni cellulari, e se li usano per leggere. «La frequenza di lettura è minore quando i bambini dispongono di un maggior numero di questi congegni»... 
In realtà forse i nativi digitali lo sapevano già senza bisogno della ricerca. Secondo un altro studio della stessa università infatti il 60% preferisce i libri «fisici» a quelli digitali un po’ perchè amano il senso di possesso, l’oggetto sullo scaffale, un po’ perchè preferiscono la sensazione di sfogliare le pagine...