Vedo cavalli e cani
e altri animali
che non conosco,
non riconosco.
Sento musiche
di molti paesi:
sensuali,
romantiche,
eroiche,
alcune orgogliose.
I musici che le suonano
non si guardano nemmeno
e non hanno
orecchi per ascoltare.
Non vedono e non sentono.
Si conoscono i cani e i cavalli?
lunedì 22 ottobre 2012
sabato 20 ottobre 2012
Niente
Non posso pensare che tutto il mondo non vada bene, evidentemente sono io diverso dal mondo ma, ve lo giuro, sarei disposto a scommettere che è il mondo diverso da me. Vabbè.
Oggi non me la prendo con nessuno, tutti innocenti. Almeno voi. Quindi, leggendo il mio oroscopo su Internazionale (internazionale.it), scopro che sono io sbagliato. Questo è l'oroscopo di Brezsny, io credo negli oroscopi, chi mi conosce lo sa, molto più che negli esseri umani.
“Caro
Rob, amo leggere i tuoi oroscopi. Ho l’impressione che tu sia un amico
che non ho mai incontrato. Quando cerco di immaginare come sei, ti vedo
sempre basso, grassoccio, calvo e con i baffi biondo ramato. Ho
ragione?”.–Acquario Curioso Caro Curioso,
hai fatto bene a cercare un riscontro. Per voi Acquari è un ottimo
momento per verificare se quello che immaginate corrisponde al mondo
reale. Per rispondere alla tua domanda, in realtà sono alto e magro, non
porto i baffi e ho una lunga chioma di capelli color argento.
lunedì 15 ottobre 2012
American Ciacoe
Mercoledì 17 ottobre American Ciacoe Quartet (facebook.com/AmericanCiacoe) sarà ospite del suggestivo "Diego Armando" (facebook/diegoarmando) di Riese Pio X. Baker, Groove, Miss Norway, F. Pawn Shop, vi porteranno "a passeggio" nella cultura americana del '900: dall’America rurale
degli anni venti, con le canzoni traditional e le analisi, volutamente estremiste e ciniche di Lansdale, alla Grande Depressione, stupendamente narrata da Steinbeck. Il cambiamento di vita del
nuovo mondo, alla luce della imminente guerra mondiale. La nascita del sogno americano e i
grandi conflitti nel ventre degli USA, fino ad arrivare agli anni settanta.
Da Steinbeck a Hemingway, da Kerouac a Carver, da Cash a Dylan, gli autori vogliono spiegare, come ha sottolineato Bruce
Springsteen in una sua intervista del febbraio ’12: la differenza tra il
sogno americano e la realtà americana.
Un percorso da fare assieme, tra belle suggestioni, curiosità e buone bevute.
giovedì 11 ottobre 2012
Ora
Dopo quasi 20 giorni di odio nei confronti del mondo
ho bisogno di riposarmi.
Domani ripenserò agli idioti.
Domani affronterò il problema del far capire al mondo come stanno veramente le cose.
Domani riprenderò a fare la raccolta differenziata.
Domani riprenderò ad odiare i cani quando abbaiano.
Domani mi incazzerò ancora con la classe politica.
Domani ritornerò sul concetto che andare a votare ha la stessa utilità di vedere un film porno.
Domani ricomincerò ad ascoltare le persone, forse...
Domani riaprirò gli occhi.
Domani riaccenderò la sacra fiamma dell'andare controcorrente.
Domani penserò a tutti i miei incubi, oggi messi in un angolo.
Domani seguirò i consigli che mi daranno, e dopo due secondi riprenderò ad ascoltare solo me stesso.
Domani troverò altri 3mila motivi per farla finita, tutti nuovi.
Domani spererò, o magari no.
Domani riprenderò a guardare in faccia le persone, molte non avranno né occhi, né bocca.
Domani troverò un po' di umanità in qualcuno.
Ma non glielo dirò, o glielo dirò a modo mio.
C'è sempre molto gusto nel non farsi capire, così mi dicono.
Ma io non sono distaccato, né volutamente complicato. Sono riflessivo, soprattutto con gli idioti.
A domani.
lunedì 8 ottobre 2012
Odio il mondo ma il mondo sembra non accorgersene
Odio quelli che mi chiedono un parere e poi si scandalizzano, o fanno gli offesi, per la mia risposta. Evitate di formulare la domanda.
Odio quelli di sinistra che esultano per la carcerazione di Fiorito. Sbagliano, quell'idiota è la conferma che i farabutti sono al potere. Molto potere è di sinistra, la sinistra lo sa bene. Altrimenti non starebbe comodamente all'opposizione una legislatura sì e una quasi.
Odio i colleghi che sparlano degli altri colleghi, nell'80% dei casi non condivido nessun pensiero. Siete comunque dei falliti. Sbaglia chi vi dà da lavorare, non io.
Odio chi mi guarda storto, solo per il gusto di farlo. Basta guardarvi per capire che non capite un cazzo.
Odio tutti, indistintamente.
Odio quei candidati di sinistra che smettono di fare il sindaco della loro città per fare le primarie.
Odio i rappresentanti della sinistra estremista (see) che si candidano alle primarie di un partito che di sinistra non ha nemmeno il nome.
Odio il probabile vincitore delle primarie della sinistra, mamma rai è più innovativa di lui.
Odio quei fighetti ambientalisti che continuano a twittare nuovi sistemi per risparmiare energia. Il primo è spegnere quel cazzo di pc dal quale scrivete e iniziare voi a risparmiarne.
Odio quegli artisti sinistrorsi trenta-quarantenni, che stanno sedici ore al giorno a scrivere su Facebook citazioni di veri artisti e a insultare i vari governi che manca il lavoro. Il primo lavoro è alzarsi da quella sedia del cazzo e andare in cerca di un sacrosanto impiego.
Odio chi mi dice che non ha capito quello che gli ho detto, evidentemente questo qualcuno non è abbastanza intelligente. Sono sempre molto chiaro.
Odio il mondo ma il mondo sembra non accorgersene, mi devo impegnare di più.
Odio i riformisti e i nuovocorsisti, non cambia nulla, mentre il popolo grida alla vittoria.
Odio la sinistra perché ha tradito il popolo. Per la sinistra tradire il popolo è come per un industriale tradire il suo portafogli.
Odio quelli che hanno un carattere come il mio, irascibili, permalosi, scontrosi e molti altri difetti. Non vorrei mai essere al loro posto.
Odio chi c'è quando non dovrebbe esserci e chi non c'è quando invece dovrebbe essere ben presente.
Odio i sindacati per lo stesso identico motivo per cui odio la sinistra.
Odio le lunghe file d'attesa in ospedale.
Odio le bollette.
Odio gli imprevisti.
Odio il lunedì quando è lunedì ma il giorno dopo odio il martedì.
Odio gli intellettuali.
Odio le macchie di sugo sulla camicia.
Odio le pessime canzoni.
Se me lo permettete (e me lo permettete, visto che sto scrivendo io), odio quell'insaziabile desiderio dell'essere umano di rovinare ogni momento della sua esistenza, solo per la voglia di sputare in faccia a qualcuno i suoi pensieri. Ma il poeta non potrà mai essere felice come un individuo che incontra per strada. Se solo lo fosse anche lontanamente, non sarebbe più un poeta. Sarebbe un critico letterario. Odio quel desiderio innato in molti individui, d'avere fiducia nei poeti.
Odio le lunghe file d'attesa in ospedale.
Odio le bollette.
Odio gli imprevisti.
Odio il lunedì quando è lunedì ma il giorno dopo odio il martedì.
Odio gli intellettuali.
Odio le macchie di sugo sulla camicia.
Odio le pessime canzoni.
Se me lo permettete (e me lo permettete, visto che sto scrivendo io), odio quell'insaziabile desiderio dell'essere umano di rovinare ogni momento della sua esistenza, solo per la voglia di sputare in faccia a qualcuno i suoi pensieri. Ma il poeta non potrà mai essere felice come un individuo che incontra per strada. Se solo lo fosse anche lontanamente, non sarebbe più un poeta. Sarebbe un critico letterario. Odio quel desiderio innato in molti individui, d'avere fiducia nei poeti.
giovedì 4 ottobre 2012
Come è misera la vita negli abusi di potere
In questo periodo in cui, come ho ricordato stamattina a Moreno (@MorenoDeAngelis), il numero di matti è costante. Mentre
quello degli imbecilli in aumento, i ladri, infine, sono raddoppiati, non posso che prendere spunto da Battiato, per il titolo del post. Per i veri contenuti vi scomodo Antonio Gramsci. Inutile a stare a parlare con le persone e discutere per secoli. Aspettare, magari, che qualcuno dica o faccia qualcosa di sensato. Odio le persone con il cervello ovattato e in balìa di quello che non sono.
Questo è Gramsci: "Quando discuti con un avversario, prova a metterti nei suoi panni. Lo comprenderai meglio e forse finirai con l'accorgerti che ha un po', o molto, di ragione. Ho seguito per qualche tempo questo consiglio dei saggi. Ma i panni dei miei avversari erano così sudici che ho concluso: è meglio essere ingiusto qualche volta che provare di nuovo questo schifo che fa svenire."
Questo è Gramsci: "Quando discuti con un avversario, prova a metterti nei suoi panni. Lo comprenderai meglio e forse finirai con l'accorgerti che ha un po', o molto, di ragione. Ho seguito per qualche tempo questo consiglio dei saggi. Ma i panni dei miei avversari erano così sudici che ho concluso: è meglio essere ingiusto qualche volta che provare di nuovo questo schifo che fa svenire."
martedì 2 ottobre 2012
Troppi se nei perché
"Sei troppo triste, per questo non mi avvicino a te"
"Non sono triste, sono semplicemente pensieroso e incazzato con il mondo"
"Sbagli, dovresti prendere le cose belle che arrivano dalla vita e le altre lasciarle andare. Se non puoi cambiare le cose perché ti preoccupi tanto?"
"Perché qui mi fa schifo tutto. Sono stanco di essere preso per il culo da quattro teste di cazzo che si chiamano mondo!"
Si alzò e se ne andò. In lontananza sentì delle parole che risuonavano più o meno così "Ma dova vai? Fermati. Parliamo un po', così stai peggio"
Non era sicuro d'aver sentito proprio quelle parole. Non c'era motivo per portare pazienza. Si era rotto i coglioni di lasciar passare le cose, avrebbe voluto tornare indietro e sputare in faccia a quella lì tutte le schifezze che non sopportava. Avrebbe voluto dirle che ne aveva le palle piene di quei quattro politici mi merda che ad ogni scandalo urlavano nuove regole per la politica, e il popolo somaro annuiva fieramente. La vera antipolitica è proprio la politica, il perché era semplice, la politica ormai era solo potere e non più gestione della cosa comune. Avrebbe voluto sputarle in faccia la sua insofferenza per la poco professionalità con cui vivevano le persone. Si deve essere professionisti e professionali anche nella vita, invece era pieno di dilettanti. Avrebbe voluto sputarle in faccia l'odio nei confronti di molti suoi colleghi, troppo presi dall'essere incapaci per pensare, e poi magari provare, d'essere capaci. Avrebbe voluto sputarle in faccia tutti i suoi errori, quelli passati, quelli presenti e gli indicibili errori futuri. Avrebbe voluto sputarle in faccia la mediocrità umana, e l'idea che se alla fine qualcuno trovava il coraggio di dire ne è valsa la pena, era semplicemente una persona che si era accontentata. Avrebbe voluto sputarle in faccia l'idiozia delle dinamiche mondiali, i veri perché delle guerre, i veri perché delle ascese dei dittatori, i veri perché del petrolio e i veri perché dei perché. Avrebbe voluto sputarle in faccia l'idiozia delle religioni di stato, foriere di odio e morti. Inutili, come la morte di Gesù Cristo visto come poi è andata a finire. Avrebbe voluto sputarle in faccia anche l'ultimo dei suoi dubbi.
Avrebbe voluto sputarle in faccia tutte queste cose, se solo fossero servite a qualcosa. Anche se lo avesse fatto, nulla sarebbe cambiato. Il mondo si fondava sui se e non su di sé. Passeggiò ancora per un po', fino a tranquillizzarsi. Poi si sedette, pensò al fatto che se la vita riusciva a dare ancora qualche momento di tranquillità, tutto sommato un perché c'era.
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