lunedì 31 ottobre 2016

Halloween poetico

Con più fantasia di un ministro democristiano, oggi vi propongo una poesia di E.A. Poe. Visto che è il 31 ottobre, cioè Halloween, mi sembra carino rendere omaggio ad uno dei maestri del terrore. Ma Poe va letto anche per molti altri aspetti, esprime sempre un amore profondo per le cose e la sua autoironia a volte è sbalorditiva.


Un Sogno

In visioni di notturna tenebra
spesso ho sognato di svanite gioie -
mentre un sogno, da sveglio, di vita e di luce
m'ha lasciato col cuore infranto.

Ah, che cosa non è sogno in chiaro giorno
per colui il cui sguardo si posa 
su quanto a lui è d'intorno con un raggio
che, a ritroso, si volge al tempo che non è più?

Quel sogno beato - quel sogno beato,
mentre il mondo intero m'era avverso,
m'ha rallegrato come un raggio cortese
che guida un animo scontroso.

E benché quella luce in notti e tempeste
così tremolasse di lontano -
che mai può aversi di più splendore e puro
nella diurna stella del Vero?

venerdì 28 ottobre 2016

Poesia della settimana

Sono sereno e felice, ma il mio lato isolazionista emerge sempre. Mi sento sempre un po' distaccato dal mondo, lo guardo come se fossi una capra ad un matrimonio e penso "che cazzo ci faccio io sul pianeta terra?".
Questa è una poesia scritta nell'ultima settimana. Lo so che è breve e qualcuno penserà che non serve quasi una settimana per scrivere una poesia di così poche righe. Chi la pensa così sicuramente non è una persona che scrive e quindi non capirebbe.



Mentre gli altri vivono nel mondo


E’ bellissimo scrivere di mattina,
nella completa solitudine.

martedì 25 ottobre 2016

Per leggere di più

Oggi vi do qualche consiglio per leggere più libri nella vita di tutti i giorni. Consigli che non sono farina del mio sacco, l'articolo completo lo trovate qui: paroleacolori/10modiperleggerepiulibri.
In realtà, devo ammettere che sono consigli utilissimi anche per me, non leggo quanto dovrei e potrei. Ma iniziamo: 
Nell'articolo si legge che, le persone di successo, inoltre, dimostrano spesso di avere un forte legame con il mondo letterario: l’attrice Emma Watson ha il suo club del libro; Bill Gates ha dichiarato di leggere almeno 50 libri l’anno, mentre di Agatha Christie si racconta che arrivasse addirittura a quota 200. Avrei da ridire su molti personaggi televisivi e, perché no, sui politici. Vabbè... 
1. UN’ORA PER LA LETTURA
Per andare in palestra, uscire con gli amici, fare le visite di routine vi appuntate l’impegno sull’agenda, quindi perché non farlo anche per la lettura? Quando un appuntamento è segnato in calendario ci sono molte più possibilità che riusciate a dedicargli del tempo, perché lo avete inserito nella vostra routine. Rendere la lettura parte del vostro tran tran quotidiano è il modo migliore per leggere di più, per leggere con regolarità.
2. LEGGERE SULLO SMARTPHONE
Quanto tempo passate con in mano il vostro smartphone, a controllare la mail, gli aggiornamenti degli amici sui social, questo o quel sito? Invece di navigare tra le foto dei contatti, scaricate un libro sul cellulare e usate il device per leggere. Ci sono decine di app che servono alla scopo, gratuite o a pagamento.
3. ASCOLTARE AUDIO-BOOK…
Mentre state guidando, in treno, al supermercato, in palestra – ci sono decine di situazioni in cuiascoltare un audio-book vi permetterà di essere multitasking. Se vi manca fisicamente il tempo per sedervi tranquilli e leggere, di certo ne avrete per fare varie attività e ascoltare.
4. … OPPURE PODCAST SUI LIBRI
Ci sono così tanti modi per godersi un libro senza doversi necessariamente sedere e voltare fisicamente le pagine. Pensiamo ad esempio ai podcast a tema, che contengono interviste agli autori, letture dal vivo, anticipazioni e tutta una serie di contenuti che vi aiuteranno a leggere di più – anche se non in senso tradizionale.
5. ENTRARE A FAR PARTE DI UN CLUB DEL LIBRO
...Se dite sì alla sfida, sarete chiamati a leggere un certo numero di pagine – o di romanzi – in un certo periodo di tempo, e trattandosi non di un impegno individuale ma di gruppo la motivazione a portare a termine il compito e non tergiversare sarà molto più forte.
6. LEGGERE CON (O PER) IL PARTNER
Non dovete necessariamente scegliere tra passare del tempo con la persona che amate o dedicarvi alla lettura, potete unire le due attività. Cosa c’è di meglio, la sera magari, di godersi insieme un momento per leggere? Potete dare vita a una sorta di book club personale e intimo, leggere a voce alta per l’altro oppure separatamente. In ogni caso rendere la lettura un’attività condivisa vi aiuterà a dedicargli più tempo.
7. METTERE DA PARTE LE LETTURE NOIOSE
...Forse la soluzione per superarlo è semplicemente abbandonare quella certa lettura che vi ha bloccato. Invece di perdere tempo a leggere un libro che non vi ha preso o che proprio non vi piace, mettetelo via e cercate qualcosa che vi faccia sentire bene. Quando leggete qualcosa che vi piace la voglia di arrivare alla fine è molto più forte.
8. LEGGERE PIÙ DI UN LIBRO ALLA VOLTA
Se la vostra pila di libri da leggere è alta come la Torre di Pisa, un buon modo per darle un netto taglio è leggere più di un titolo alla volta. Non a tutti piace dividersi tra le letture, è vero, e c’è chi lo considera dispersivo e confusionario, ma farlo può rivelarsi utile perché permette di scegliere cosa leggere a seconda del vostro umore, e non stare mai fermi in preda ai blocchi.
9. LEGGERE MENTRE SIETE IN PALESTRA
La giornata – ahinoi – dura solo 24 ore, quindi se volete riuscire a farci entrare tutto svolgere più cose insieme potrebbe diventare una necessità. Per vostra fortuna leggere e fare esercizio fisico sono due attività che si sposano piuttosto bene, basta un po’ di buona volontà e di pratica. Leggere – o ascoltare un audiobook – mentre correte sul tapis roulant o usate la cyclette è fattibilissimo, parola di esperti.
10. AVERE SEMPRE UN LIBRO CON VOI
Il modo più semplice per leggere di più? Avere sempre un libro a portata di mano. Sul comodino, sulle mensole del salotto, in borsa, scaricato sullo smartphone: mettete i libri ovunque possano stare. Se ne potrete raggiungere uno in qualsiasi momento sarà molto più semplice leggere.
Secondo me, con i punti 3 e 10 si risolverebbe già tutto, qualche punto è un po' utopico. Però l'articolo è stimolante e se lo avete letto, siete già messi meglio di ieri.

sabato 22 ottobre 2016

Un racconto non mio

Oggi farò una cosa che solitamente non faccio mai nel mio blog, ospiterò una persona. Si tratta di Maurizio Caruso, un caro amico - uno dei fondatori di www.mebook.it e di www.associazionefahrenheit451.it - che si sta cimentando nella scrittura di racconti. Volendolo spronare e convincere a pubblicare un libro di racconti, oggi un po' di pubblicità gliela faccio io. 
Cari lettori, commentate - come e dove volete - così che il buon Maurizio prenda una decisione.


                                            DEFORMAZIONE PROFESSIONALE

Gli avevano posto una domanda, proprio a lui, un mestierante che ne aveva fatte tante. Una sola.
-Perchè scrivi?- Quesito che aveva sempre scartato perchè lo riteneva inutile. Non sapeva cosa rispondere. -Di solito chi fa domande dovrebbe sapere rispondere a tutto.- Riflettè lui formulando un'aforisma atono. Prese tempo, si fece offrire una sigaretta da uno della commissione come se avesse espresso l'ultimo desiderio prima di morire di fronte ad un plotone. Comiciò a rigirasela tra le labbra che si stavano screpolando poco a poco. Lo stesso tipo che gli offrì la cicca lo guardò storto allungandogli l'accendino. L'intervistatore in contemporanea chinò la testa guardando il suo block-notes poco più grande del palmo di una mano e, dopo aver cavato fuori dalle tasche chiavi e monete che finirono a terra, spuntò anche una bic blu. Non s'accorse di quell'automatismo del membro della commissione come non si rese conto che la sigaretta gli si fermò all'estremità sinistra del labbro. In questa attesa, una donna che stava di fronte al lui, spostata un pò più a destra, nel lungo bancone allestito per la commissione, si fece un autoscatto con un sorriso d'avorio, impeccabile. Ennesimo automatismo che l'esaminando seguì con la coda dell'occhio e passarono all'incirca 10 minuti.
-Ma non sa dirlo a parole sue?- Chiese a mò di provocazione uno con gli occhiali dalla montatura bianca e dai capelli bianchi come il cotone.
-No. Io scrivo, scusatemi, ho quasi finito...- Dichiarò con l'insofferenza che teneva coinvolta emotivamente una faccia emaciata e segnata da brufoli grigi simili a piccoli crateri.
Consegnò il foglio all'uomo dai capelli cotonati.
-Perchè scrivo? Non so, forse per un inspiegabile disagio interiore che mi distanzia dalla società in cui vivo. E per questo la criticherò  in ogni gesto che compierà. Sarò pungente e riderò delle reazioni suscitate, sapendo che questo mi costerà tanta solitudine e critiche. Per me è un bisogno fisiologico come mangiare, bere...- L'uomo si fermò nella lettura e lo guardò dritto negli occhi con aria indagatoria.
-Su! Coraggio, continui a leggere...- Lo invitò l'intervistatore mentre passò il foglio alla donna.
-Salto la parola successiva perchè penso che abbiate intuito...- disse sorridendo e compartecipando all'idea dell'intervistatore e proseguì con la lettura.
-Scrivo perchè amo la menzogna. Tre puntini sospensivi. E' sicuramente un problema moralmente estetico quello dello scrivere ma non solo. Due punti. Leggerezza, colore, dramma, immaginazione, magia. E' un ensemble di sacrificio, sacrificio che il tempo ci farà pagare caro ammazzandoci. Perchè il tempo non lo puoi ammazzare. Puoi fare finta che non esiste per te, guardandoti allo stesso specchio per anni, ma poi diventi nevrastenico e ridi da solo...-
-Bello. Peccato che finisce qui.- La ragazza si voltò spumeggiando sotto il biondo tinto della capigliatura.
-Non finisce qui, guardate.- Dichiarò sistemandosi meglio sulla sedia, poggiando le spalle sullo schienale e sorridendo.
L'intervistatore fece il giochetto iniziale passandosi la sigaretta da un'estremita all'altra delle labbra fino a quando s'accese. Il fumo cominciò a estendersi a veli che s'allargarono per la stanza. Fantasmi con occhi, braccia e gambe ed usciva da quei piccoli crateri che inizialmente parevano brufoli, e dalle narici.
-Ma come ha fatto?- Gli chiese la donna avvicinandosi senza paura a lui che continuava a fumare e a creare quelle figure che adesso stavano sospese sul tetto proprio sopra un lampadario al neon.

Il resto della commissione rimase imbambolata in fase di beatitudine mentre l'intervistatore s'alzò con la donna che lo pregava di farsi un autoscatto con lui. Cercava di fermarlo trattendendolo dal braccio esile. L'uomo accontentò la donna facendo una smorfia dentro l'obiettivo, poi scosse la testa sorridendo amaramente ed uscì dallo stanzone immettendosi nel corridoio. La donna raccolse le monete e le chiavi dal pavimento e s'affacciò per consegnargliele, allungò il braccio e protese lo sguardo verso quell'uomo che s'allontanava inspiegabilmente col ritmo e le movenze di un corridore da marcialonga, dissolvendosi nel nulla di una risata. 

giovedì 20 ottobre 2016

Quanti imbecilli!

Oggi vi propongo un articolo che ho letto ieri sul Resto del Carlino, tratta dell'ultimo libro del filosofo Maurizio Ferraris "L'imbecillità è una cosa seria". Il volume è uno sfogo del filosofo, che non ne può più di ascoltare, vip o sconosciuti, che sparano cazzate! Come non essere solidale con lui.
Ferraris sostiene che con i social l' imbecillità sia ancora più "a portata di mano", un po' le stesse cose di aveva detto pure Umberto Eco. Beh, se lo dicono loro due... Penso che lo comprerò il libro, magari prendetelo pure voi. Appena avrete finito di vedere Il Grande Fratello. Oggi sono acidissimo.


lunedì 17 ottobre 2016

La mia sul Nobel

Premetto che non mi piacciono i premi e i concorsi letterari, partecipo sì e no a qualche concorso ogni tanto, proprio perché diventa la gara a chi mette meglio le virgole o, come successo con Bob Dylan, nello starnazzare degli invidiosi. Aggiungo che, mi capita di ascoltare Dylan ma non è uno dei miei preferiti e che non ho mai letto nulla di Baricco, almeno mi sembra, non perché lo reputi non bravo ma semplicemente perché ho altri interessi.
Condivido in pieno le parole di Ferlinghetti, uno dei grandi cervelli delle Beat Generation, come ho detto spesso quel periodo ha dato anche molti "artisti" di poco conto e tanta, ma tanta, cacca letteraria. Ferlinghetti, invece, ha fatto veramente del bene per la letteratura. 
Mi riferisco a questa intervista: repubblica//lawrenceferlinghettigraziebob.
Prima di entrare nel merito, per capire la profondità del personaggio, nell'intervista si legge parla dalla sua casa di San Francisco, nel quartiere italiano North Beach. "Oramai sono quasi cieco", confessa. Gli sfugge una lacrima: "Dopo il glaucoma, non riesco a leggere più niente. Questa è la cosa che mi fa più male, alla mia età. Non può capire quanto". Si sposta dalla sua camera in soggiorno, a fatica. Ha il fiatone.

Come si può pensare che una persona che vince il Nobel per la letteratura sia indegna di tale premio perché non scrive libri ma canzoni, poesie. Come si può? E' come fare un documentario sul mare e non considerare le balene perché non sono dei pesci e parlare però degli squali. Sentite cosa dice Ferlinghetti "Che stupidaggini. Bob Dylan è un poeta, prima di ogni cosa. Lo è sempre stato. Ha scritto i migliori poemi surrealisti della nostra generazione. E, grazie alla musica, è riuscito a far arrivare la poesia dove non era mai arrivata, neanche con Ginsberg. L'Accademia di Svezia ha avuto grande coraggio per una scelta giusta e doverosa"... Bob era uno di noi, basti vedere il flusso di coscienza dei suoi primi testi. E, dalla pace alle droghe, dalla psichedelia al buddismo, ha articolato in maniera irraggiungibile slogan e temi della nostra generazione. Soprattutto negli anni a venire, è stato il vero padre culturale della hippy generation".

Trovo tutte queste critiche poco genuine e molto faziose, di un tipico snobismo radical chic italiano. Da girotondini del venerdì sera. La letteratura deve aprire le coscienze e mostrarci nuovi orizzonti e ferite vere. La letteratura deve far male! E per quel poco che lo conosco, Bob Dylan lo ha fatto. Il discorso è semplice. Ma forse sono io poco intellettuale e sono troppo spiccio e pratico e magari i famosi intellettuali di questo millennio sono quattro rincoglioniti. Penso che il buon Ferlinghetti la pensi come me... "Silenti? Questi dormono proprio! Va bene che la sinistra sta perdendo pezzi giorno dopo giorno. Ma io vedo solo un grande sonno". Ancora "Oggi gli intellettuali hanno lo stomaco pieno. Hanno tutto, da subito, soprattutto i più giovani. Quando arrivai a San Francisco negli anni Cinquanta non avevo niente in tasca. E così molti miei colleghi. Avevamo una fame dentro, una tale rabbia, che non potevamo star zitti".
Dylan e Fo sono stati due rivoluzionari, hanno scosso le coscienze. Perché non meritano un Nobel, perché quattro fighetti di sinistra vogliono il tomo di 500 pagine??? Gli stessi che vanno in piazza a manifestare per la pace nel mondo e postano cazzate contro il non eletto Renzi - non c'è scritto da nessuna parte che il Primo Ministro deve essere eletto, tanto per ricordarvelo. Siete di sinistra, arroganti nel pensare che di essere più intelligenti di quelli di destra e poi vi scandalizzate per il Nobel a Dylan. Vi meritate Renzi.

venerdì 14 ottobre 2016

A questa sera, parleremo anche di un certo Bob, Premio Nobel...

Con American Ciacoe vi aspetto questa sera allo Spazio Caffelarte di Paese (TV). Durante il nostro reading-concerto di musica e letteratura americana parleremo, ovviamente, anche del freschissimo Premio Nobel per la Letteratura, Bob Dylan. Inizio alle 21.30 e ricordatevi di mettere il vostro MI PIACE su questa pagina: facebook/AmericanCiacoe e di entrare nella nostra community: Google+/AmericanCiacoe.