mercoledì 14 agosto 2013

I consigli di F. S. Fitzgerald

Come ho già fatto con Hemingway, riporto un elenco di libri da leggere, consigliato questa volta da F. S. Fitzgerald, altro amico di American Ciacoe. Eccovi l'articolo integrale, pubblicato nel www.corriere.it/cultura
Buona lettura!

Da Ibsen a Stendhal, passando per Proust e Wilde. In tutto, una ventina di autori per una lista di 22 opere letterarie «essenziali». Almeno secondo Francis Scott Fitzgerald, che nel 1936 ha stilato un elenco di consigli per l’infermiera Dorothy Richardson. La lista (che non è stata scritta di suo pugno, ma dettata alla donna) è stata pubblicata sul sito dell’Università della Carolina del Sud.
LA LISTA - Fitzgerald nell’aprile 1936, a 40 anni, si trasferisce a Asheville dopo il ricovero della moglie Zelda in un vicino centro per la cura dei suoi problemi psichiatrici. Qualche mese dopo il suo arrivo a Grove Park Inn, nell’estate del ’36, Scott si frattura la spalla nuotando nella piscina dell’hotel e pare, secondo le ricostruzioni del sito dell’Università, che abbia tentato il suicidio. Il personale dell’hotel, quindi, gli affianca un’infermiera, la signora Dorothy Richardson. Tra i due nasce un legame d’amicizia. Se lei si occupa di lui facendogli compagnia e tenendolo lontano dall’alcol, lo scrittore ricambia cercando di affinare la cultura dell’infermiera. E le detta una lista di libri, lista che lei intitola: «Libri che Scott ritiene essenziali».
I LIBRI - Al primo posto c’è «Nostra sorella Carrie» di Theodore Dreiser, seguono «Vita di Gesù» di Ernest Renan e «Casa di bambola» di Henrik Ibsen. Poi vengono «Winesbourg, Ohio» di Sherwood Anderson, «Il racconto delle vecchie» di Arnold Bennett, «Il falcone maltese» di Dashiel Hammett, «Il rosso e il nero» di Stendhal, i racconti di Guy de Maupassant. Al nono posto viene un saggio, «»An outline of abnormal psychology edito da Gardner Murphy, al decimo le novelle di Cechov in una edizione curata da Robert N. Linscott, all’undicesimo la raccolta «The best american humorous short stories» edito da Alexander Jessup. Poi, ecco «Vittoria» di Joseph Conrad, «La rivolta degli angeli» di Anatole France, «Santuario» di William Faulkner. Marcel Proust piaceva parecchio a Fitzgerald, tanto che alla Richardson ne consiglia ben tre opere: «All’ombra delle fanciulle in fiore», «I Guermantes», «Dalla parte di Swann». Infine ci sono «Vento del Sud» di Norman Douglas, «Festa in giardino» di Katherine Mansfield, «Guerra e Pace» di Leon Tolstoi. Dulcis in fundo, un generico «tutti i poemi di John Keats e Percy Bysshe Shelley».

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