martedì 17 gennaio 2017

Qualche titolo da leggere, King ma non solo...

Visto che siamo ad inizio anno e visto che vi ho consigliato qualche film da vedere, oggi vi consiglio pure qualche libro. In realtà, non ci sono idee che arrivano da me, ma da Enrico Fasano e più precisamente dal suo blog: direzionekinghiana.blogspot.it. Sito specializzato negli scritti di Stephen King ma non solo. Trovate molti suoi post anche nella mia pagina di G+ di American Ciacoe: American Ciacoe.

Ma veniamo ai consigli, in questo post trovate un po' di libri da leggere, quasi tutti americani, con tanto di voto e recensione: direzionekinghiana/mybookshelf.

Se volete leggere un inedito di King, prendete il libro Ombre, una raccolta di racconti dei più grandi autori americani contemporanei. Se siete ancora indecisi leggete qui: direzionekinghiana/Ombre.

Per restare sempre in tema di racconti, per leggere un quasi inedito di King, nella raccolta sono presenti anche Poe e Barker - mica pizza e fichi - potete acquistare la raccolta di racconti Shining in the dark. Se volete qualche info in più: direzionekinghiana/shininginthedark.

domenica 15 gennaio 2017

Qualche altro film da vedere

Buon giorno e buona domenica.

In settimana ho visto American Pastoral, film tratto dall'omonimo libro di Roth. Per tutti quelli che non l'hanno ancora visto, consiglio la visione. Il film è, come il libro, un' opera tosta da affrontare ma molto esaustivo del messaggio che voleva far passare Roth, cioè la crisi e la difficoltà della middle class nei confronti delle ideologie che sostengono la parità dei diritti delle persone e del cambiamento. Vale la pena vedere American Pastoral perché è un film fatto bene, anche se un po' meno incisivo del libro. Roth è un maestro ad entrare nella mente dei suoi personaggi, nel film, per ovvi motivi di narrazione, questo avviene solo in parte.


Durante la vacanze mi sono imbattuto in un capolavoro del cinema degli anni cinquanta, Il vecchio e il mare. Con le dovute attenzioni, gli effetti speciali sono moderni per il cinema di cinquant'anni fa, guardatevi un' altra trasposizione ben riuscita, con quel grandissimo attore che era Spencer Tracy. Il film è tratto dell' omonimo libro di Hemingway e tratta dell'eterna lotta tra l'uomo e la natura, mantenendo la dolcezza e la solitudine presenti nel libro. Indovinate chi vince?...


Lo scorso 12 gennaio è uscito al cinema The Founder, film che parla dell'ascesa dell' impero della catena di fast food McDonald's. Non l'ho ancora visto ma mi sento di consigliarvelo. Soprattutto a quelli che, come me, sono appassionati del Nuovo Mondo.

venerdì 13 gennaio 2017

At Folsom Prison

At Folsom Prison è forse l' album più famoso di Johnny Cash. Si tratta di un album live inciso il 13 gennaio 1968 - esattamente 49 anni fa - all'interno del carcere di massima sicurezza di Folsom, in California. Quando il resto del mondo parlava di diritti delle minoranze e dei "diversi", Cash metteva in pratica il concetto!
Johnny Cash volle omaggiare così i detenuti di quel carcere tenendo una delle sue migliori interpretazioni e dedicando loro addirittura una canzone, Folsom Prison Blues.
Cash fu il primo a cui venne l'idea di fare un concerto gratuito dentro un carcere andando contro la sua casa discografica che, in principio si oppose all'idea, poi pubblicò le registrazioni e At Folsom Prison finì per vendere 3 milioni di copie solo negli Stati Uniti.
La canzone finale, Greystone Chapel, è scritta da uno dei detenuti, Glen Sherley.
Johnny Cash non cantò mai il brano fino alla notte precedente la sua visita alla prigione. Un prete chiese a Cash di ascoltare la canzone su un nastro audio di Sherley. Dopo aver ascoltato il pezzo Cash sì affrettò ad includere la canzone nel programma del concerto, che si sarebbe tenuto la notte successiva.
Attraverso tutto l'album Cash sembra immedesimarsi nella condizione dei detenuti, tanto da dare l'impressione che si senta a suo agio, infatti numerosi brani sono interrotti da risa, da parte di Cash, in seguito a inudibili interventi da parte del pubblico, a dispetto del loro contenuto non certo umoristico. 
Quello che si presenta davanti al pubblico di Folsom, quindi, non è solo un artista pronto a proporre il suo repertorio di canzoni, è una persona tribolata che parla ad altre persone come lui.
Infatti le canzoni in scaletta non sono, come si suol fare in occasioni del genere, i pezzi forti di Cash, non ci sono "Walk The Line", "Hey Porter" o "Ring Of Fire", ma le canzoni scelte raccontano storie che interessano da vicinissimo il pubblico astante.
A parte la celebre "Folsom Prison Blues", al suo pubblico Cash porge ballate di solitudine "I Still Miss Someone" e di morte "The Long Black Veil", storie di tentativi suicidi di evasione "The Wall", toccanti testamenti amorosi "Give My Love To Rose" e struggenti lettere dal carcere "Send a Picture Of Mother". Scherza sulla miseria beffarda nel valzer di "Busted", sbeffeggia il patibolo in "25 Minutes To Go", esibisce un esilarante cinismo in "Joe Bean" e strappa risate in quantità industriale con "Dirty Old Egg-Sucking Dog", storia di uno scalcinato bastardino mangia-galline, e "Flushed From The Bathroom Of Your Heart", il cui titolo basta e avanza.
At Folsom Prison ritrae meglio di qualsiasi altro disco le tante sfaccettature della personalità artistica e umana dell'uomo in nero dell'Arkansas, uomo e artista che molto più di tanti colleghi ha saputo cadere e rialzarsi, convivere e combattere con i propri demoni, tra canzoni memorabili e clamorosi insuccessi, fino a tornare, ormai a fine carriera, per insegnare ancora qualcosa ai giovani colleghi su come s'interpreta una canzone.

I shot a man in Reno/just to watch him die


Fonte: Internet

martedì 10 gennaio 2017

Per parlare di Chinaski con competenza

Sapete quanto non voglia mai parlare di Bukowski, già troppe persone ne parlano e il 99,99% di lui conosce soltanto qualche opera, quindi preferisco stare zitto e amarlo segretamente. 
Oggi, però, farò uno strappo alla regola. Vi riporto parte di un articolo che completo lo trovate qui---> jungitalia/bukowskieilsuomondopoeticoinfernale.
Nell'articolo, Charles Bukowski viene descritto in alcuni suoi aspetti da Marwan, poeta contemporaneo spagnolo, ecco qualche passo. E' onestamente un articolo di una persona competente, che merita.
Quando penso a Bukowski me lo immagino da piccolo mentre fa il gioco del mondo all’inferno, lanciando coltelli invece che sassi, un bambino a cui la scriminatura la faceva il diavolo in persona. Suppongo che avesse ereditato quell’inferno interno dai suoi genitori, i quali a loro volta avevano ereditato il loro inferno interno da un sogno americano morto impiccato a una trave.
Nel cuore di Bukowski ululano lupi e suona una strana musica di tubature e molle arrugginite di brande di pensione. La sua era un’infanzia di bende insanguinate buttate a terra, la tenerezza era fuggita con un treno all’alba e forse era sua nonna quella che tra stufati e sguardi al passato gli lavava le camicie pensando che i sogni a volte non sono altro che un espediente da ubriachi che dicono la verità ma non la compiono.
Lo immagino mentre scrive i suoi primi racconti con le unghie sui muri di una cella, ricordando e usando come filo conduttore la zuffa che lo aveva portato in quella galera. Vi si sente odore di urina secca, l’umidità inclemente che impregnava l’anima degli uomini a cui assomigliava più di quanto forse non volesse. Su quegli scritti plana il fallimento come un parapendio su una spiaggia, senza perdere di vista le bagnanti nude, vedendo la bellezza da lontano, vedendo la bellezza irraggiungibile.
Bukowksi ha scritto la biografia di tutti gli ubriachi da quattro soldi, dei figli del nulla, degli uomini per cui un piatto caldo e un sorso di vino era quanto di più simile a un banchetto nuziale conoscessero. Tutte le sue pagine, per come le ricordo, sono impregnate dell’acqua marrone che gronda dai tunnel dell’autolavaggio, sono racconti di pelle carta vetrata. So che ripeteva spesso che lo scritto non era totalmente autobiografico, che altrimenti non sarebbe arrivato alla vecchiaia...
La sua letteratura sa di contratto a tempo determinato, è letteratura a due dollari l’ora, poesie in cui donne scalcinate ridono con la faccia sgangherata, donne che lasciano che il primo sconosciuto le monti in un bagno allagato...
C’è anche il Bukowski della risata e nelle poesie si trova anche quello della tenerezza. Ci sono poesie memorabili di questo senso, ma il ricordo che normalmente se ne ha non è questo, bensì quello di un uomo che la vita ha condotto alle periferie di se stesso, trascinandolo talmente in basso che al suo fianco un nano parrebbe un campione olimpionico sul podio. Tutto quel che scrive rimanda a luoghi in cui muore di fame l’innocenza...

domenica 8 gennaio 2017

Happy birthday, Elvis!

Un vero poeta della musica, vittima del sogno americano e, sicuramente, anche di se stesso. Uno dei punti di riferimento di American Ciacoe. Quell' 8 gennaio del '35 nasceva una stella mai morta, la vera forza degli eroi.
Ma quante ne ha baciate in questo video? Un figo pazzesco!!!





giovedì 5 gennaio 2017

Poesia per mia moglie

Oggi compie gli anni Mirca. Questa è una poesia che ho scritto per lei. C'è tutto quello che lei è per me.



Poesia per mia moglie

Hai presente
quelle giornate
estive
in cui te ne
stai
all’ombra di un albero
e osservi il sole?
Le cicale ti fanno
compagnia con
il loro frinìo
e ti senti
sereno,
immerso
nella natura.
Ogni tanto una brezza 
di vento
ti solletica
la  faccia
e una
formica
si arrampica
sulla tua
ciabatta estiva.
E ti senti
in sintonia
con la
natura
e il
mondo.
Osservi il tuo
cane
respirare dolcemente
mentre ti guarda
con un occhio chiuso
e uno aperto.
Sei libero da ogni
tristezza e difficoltà.
Pensi, veramente
di essere felice.

Hai presente quando
ti senti in sintonia
con la
natura
e tutto il
mondo?
Beh, tu sei la mia natura e il mio mondo.

lunedì 2 gennaio 2017

Qualche film "USA" da vedere

Negli ultimi giorni, grazie anche al fatto che sono da solo con Mirca, ho avuto modo di recuperare un po' di tempo perso con il cinema e sono riuscito a vedere due film che mi interessavano molto. 
Il primo, un capolavoro scritto e diretto da Spielberg, vincitore di decine di premi tra cui due Oscar e un Golden Globe, è Lincoln, impersonato da Daniel Day Lewis. Il film racconta gli ultimi mesi di vita del sedicesimo presidente americano, i mesi in cui è stata abolita la schiavitù ed è terminata, prima conseguenza diretta, la guerra civile. La cosa che mi ha divertito molto è la presenza della corruzione, cioè la compravendita di voti, come prassi per la guerra ideologica contro la schiavitù. Film da non perdere per gli amanti del genere storico e della storia americana, ma anche per tutti quelli che non hanno capito l'elezione di Trump, repubblicano proprio come Lincoln...
A proposito di corruzione e falsità vi consiglio di vedere anche Florence, bella e divertente commedia con Meryl Streep e Hugh Grant. Il film parla della vera storia dell’ereditiera Florence Foster Jenkins, ambietato a New York negli anni '40 dello scorso secolo, una ricchissima signora amante della lirica e imprenditrice musicale, che elargisce cospicue somme di denaro a vari enti e personaggi, la sua passione per la musica è tale che si ritiene una valida soprano ma che nella realtà aveva una voce gracchiante e stridula. Il bello della storia è che lei non lo saprà mai, o quasi, perché tutti attorno si complimentano con lei, critici musicali per primi...