venerdì 25 maggio 2012

La letteratura è una cosa seria

Riporto qui sotto il primo post che ho pubblicato, giusto un anno fa. Lo condivido ancora in toto, aggiungo il fatto che il cambiamento deve partire dal nostro essere e non dal "non essere produttivo" che ci stanno facendo credere.

La letteratura è una cosa seria, come bere, dormire o andare al bagno. Cose semplici e naturali ma anche fondamentali per un uomo. Chi scrive, non si chiede il perché di questa sua attività. Chi scrive, lo fa e basta! E' il più grande mezzo di evoluzione dell'essere umano che, però, molto spesso non sa trarne i benefici.
La letteratura è il mio ossigeno, questo blog farà lo stesso rumore di una foglia che muore. Nulla cambierà, ma nulla sarà più come prima.

mercoledì 23 maggio 2012

L'Olimpia Milano ci porterà fuori dalla crisi

Vuoi vedere che l'Italia in crisi e molto bugiarda, a furia di provarci uscirà dalla crisi? L'analogia con il basket ve la spiego alla fine. Prima, alcune considerazioni. Sul sito del Sole24ore, in data odierna, si legge questo articolo: www.ilsole24ore.com riduzione finanziamenti. Praticamente la riduzione del finanziamento ai partiti è portata al minimo per il fatto che aumenteranno le detrazioni fiscali. Vantaggio Panatta, come direbbe un mio amico.
Tra qualche settimana ci saranno gli esami di maturità. Da quest'anno le tracce delle prove scritte arriveranno per via telematica e non più tramite il classico cartaceo. Già mi aspetto che qualcosa succederà, così da non permettere il "regolare svolgimento degli esami". Ci mettiamo 6 mesi a contare le schede elettorali e vogliamo stare al passo coi tempi per gli esami delle scuole superiori...bah! Scuole che faticano ad avere internet o addirittura gli stessi pc. Forse il Governo dei tecnici ha pure un ottimo tecnico per computer.
Un Paese che vede purtroppo con una certa frequenza, i Comuni venire sciolti per mafia, mi pare che l'ultimo sia Rivarolo Canavese in provincia di Torino. Un Paese che vede gli stessi politici in affari con la mafia, e spesso protetti dai colleghi! Un Paese che vede molti calciatori a fare affari con la malavita per la vendita delle partita. Un Paese così, forse meriterebbe tutte le lettere minuscole: paese. Ma ci sarà una via d'uscita?!!
Qui troviamo l'analogia con il basket e più precisamente con la mia GLORIOSA Olimpia Milano. Dopo venti anni di insuccessi e delusioni, progetti mai partiti e giocatori a dir poco imbarazzanti, forse quest'anno è l'anno buono. Non che le cose siano andate fino ad ora bene: eliminati in Coppa Italia e dall'Eurolega, con tanti giocatori andati via, in primis Gallinari, ma anche arrivati, l'ultimo è Dentmon. Però qualcosa pare sia cambiato, eliminata Venezia ai quarti con un sonoro 3 a 0. L'ambiente attorno sembra tranquillo e coach Scariolo nelle ultime interviste mi sembra molto più sereno. Vuoi vedere che, come la mia squadra del cuore, anche l'Italia a furia di provarci uscirà da un ventennio di delusioni e figure barbine? Io intanto tifo Milano, a tifare Italia un po' mi vergogno.

venerdì 18 maggio 2012

Eithinyoowuc, ossia UOMINI

Prima di leggere questo breve racconto, leggete il post La forza del sè sul blog di un mio caro amico: morenosilentwolfdeangelis.blogspot.it
E' la mia risposta alla sua bellissima storia, c'è un bel po' di attualità, come sempre, è triste pensare che la sua storia naturalistica sia così cinica al giorno d'oggi. Io la vedo così.

Questo è quello che successe a Vento che corre, dopo che si ritrovò in un paese strano, molto strano, nel 2012. Quasi improvvisamente scoprì che sapeva leggere quella lingua, molti gli avevano detto che era una lingua antica che discendeva da un'altra lingua, ancora più antica, la madre lingua di molti grandi personaggi famosi e intelligenti. Scienziati, scrittori, filosofi, medici e molto altro. Si trovò a leggere che le elezioni in Molise, evidentemente una zona di quel paese, fatte ben 12 mesi prima, ora non avevano più valore e dovevano essere rifatte. Pensò agli sprechi e alla corruzione. Lesse che i rappresentanti di quel paese, non riuscivano a decidere le pene per i corrotti, pensò al fatto che non doveva esserci questo problema. I corrotti non dovevano esistere e, nel caso, essere condannati da tutti. Arrivò alla decisione che, evidentemente, lui era ingenuo. Lesse di molti governanti che predicavano bene ma poi sfruttavano la nazione a loro piacimento. Non capiva, come poteva un uomo della "tribù" tradire proprio la sua comunità. Lesse che proprio quel paese, ripudiava la guerra ma, in un periodo di sacrifici e sobrietà, non rinunciava a 131 cacciabombardieri (DIFETTOSI) F35: un mutuo nazionale di 14 anni che costava 15 miliardi di euro. Come poteva uno stato non volere bene a se stesso? Lesse di scandali, di tutti i tipi, lesse di persone, più o meno famose, che provavano in tutte le maniere ad avere la meglio sui loro compagni. Lesse di cose indicibili, tutte drammaticamente vere.
Provato, stanco e deluso, si sedette sulla riva di uno dei pochi fiumi rimasti. Si mise le mani sulla testa, sospirò e iniziò a piangere. Pensò a Stella che ride, a Luce di luna, all'orso che le portò via da questa vita. Per un attimo ebbe la sensazione che la sua pazzia fosse benedetta e che l'orso gli volle bene. Erano finiti i tempi in cui si uccideva per fame e si diventava pazzi per amore. Il mondo era sempre lo stesso, gli uomini no. Non vedeva persone, nessuna freccia avrebbe potuto scalfire la roccia.

sabato 12 maggio 2012

Inseguivi una cazzata, era splendida e volava...

Abbiamo ripreso a parlare di bonus milionari dei manager, di costo della vita, di impiego, di risorse, di tagli, di trasporti pubblici inadeguati, di scuola pubblica allo sfacelo, di ospedali pubblici senza futuro, di legge elettorale. Parleremo di queste e di altre mille cose, le solite cose, per mesi e mesi. Ma il vero problema è che il cambiamento deve partire da noi, quest'ultima tornata elettorale parla molto chiaramente. Capiamoci, la ritengo abbastanza parziale ma la tendenza è chiara. Primo punto, quando si chiede al popolo di partecipare veramente, questo sa bene cosa vuole. Vedi i referendum in Sardegna. Il popolo odia profondamente la casta, e quando ne ha modo la annienta, bisogna impegnarsi un po' di più e iniziare a mandarli a casa più spesso. Ripeto, fino allo sfinimento, in questo momento solo i referendum sono uno strumento democratico in Italia. La dimostrazione è lampante. In tutti gli altri casi in cui siamo chiamati ad esprimere una preferenza, siamo comunque nelle loro mani.
Secondo, il PDL non c'è più, cosa successa subito dopo le dimissioni di Berlusconi, quando lo ammetteranno? Ve lo dico io, aspettano la campagna elettorale per le politiche del '13, tempo un paio di mesi. La LEGA è sulla stessa barca, Tosi a Verona (andate a vedervi gli eletti) ha vinto con Forza Italia. Sì, non ho sbagliato a scrivere. Il partito di Bossi è destinato a profondi cambiamenti, quelli veri non quelli che ci hanno mostrato in queste settimane, quindi coltelli e pugni al prossimo congresso. Tutti i famosi centristi, come sempre, si barcamenano tra varie affermazioni rassicuranti. A proposito, quando la smetteranno di definirsi moderati? Lo stesso Berlusconi continua con queste affermazioni. Gente che non vuole riconoscere i diritti degli omosessuali e delle coppie di fatto, gente che dichiara che c'è una religione di Stato e mille altre cose, le definireste moderate??? Secondo me sono degli estremisti religiosi, ma dal loro punto di vista sono io quello strano, a meno che non dia loro il mio voto. In questo caso, sarei un rispettabile cittadino. P.S. Dove caspita è finito Fini? Il PD non conta talmente un cazzo che le persone perbene (mi pare siano molte) che lavorano per il partito, vincono a livello locale, a volte anche bene, grazie a quello che dicono e fanno e non certo grazie al partito che rappresentano. Però, questo il buon Bersani lo accetta e sta zitto, quando a fare le stesse cose è il M5S allora bisogna condannarlo grazie all'affermazione dell'antipolica. Che cazzo vuol dire? La vera antipolitica sono i partiti tradizionali, che non vogliono il cambiamento e di conseguenza la loro morte, e additano Grillo & Co. di fare antipolitica. Orlando mi sembra un esempio molto bello. Ben vengano gli Orlando e i grillini di turno, io voglio persone vere, non politicanti autentici. E qui devo ammettere che forse l'IdV non è poi tutto da buttare. Vendola ho paura che sia come gli altri.
Vorrei dedicare una ultima riflessione al Presidente Napolitano, perché attacca Grillo (in maniera gratuita) e non si preoccupa del fatto che la nostra legge elettorale è da terzo mondo? Perché non si preoccupa del fatto che a Taranto c'era un candidato a sindaco che risponde al nome di Mario Cito (preferenze al 18.93% e quindi al ballottaggio), appoggiato dalle seguenti liste: Lega d'Azione Meridionale, La Destra, Fiamma Tricolore, Lista Civica Uniti per Taranto, Lista Civica Giovani in Azione, Lista Civica Taranto in Discussione. Che dite, tutti democratici questi signori? Perché non si preoccupa che, sempre a Taranto, il candidato del PDL era tale Filippo Condemi, ex assessore, condannato a un anno e sei mesi di carcere per le passate vicende giudiziarie legate al suo passato da amministratore? Fonti: ilfattoquotidiano.it e repubblica.it
Caro presidente, cari partiti politici, questa è la vera antipolitica. Faccendieri che usano la politica per i loro affari. Chi vuole il cambiamento, M5S, IdV, tante liste civiche e moltissimi cittadini, di qualsiasi credo religioso, estrazione sociale, cultura, eccetera, non sono l'antipolitica, sono lo STATO CHE VOI NON VOLETE. Senza dimenticarsi che la famosa antipolitica non spende cifre assurde per le campagne elettorali, mentre i signori dei buoni governi (eh, si vede dove ci hanno portato...) continuano a vivere con le elezioni.
Anche questo titolo non è mio, è un verso di una canzone degli Afterhours:  Il paese è reale.
Non brillo in originalità in questo periodo e cito per ben 2 volte in poche settimane Agnelli&Co. Ho sempre l'attenuante che c'è chi fa peggio, parla di antipolitica per stare nella politica, la sua.



martedì 8 maggio 2012

Il Carver italiano

Riprendo un tweet di Assagiletterari di venerdì 4 maggio. La lettera è di Emiliano Sbaraglia. L'autore, commenta un servizio di D'Orrico, pubbblicato dal Corriere. Dove Ligabue viene definito il "Carver italiano"... Avrei qualcosina da dire ma Sbaraglia lo ha detto prima di me e, sicuramente, molto meglio.


Sabato scorso su «La Lettura», inserto culturale del «Corriere della Sera», Antonio D’Orrico ha definito Ligabue “il Raymond Carver italiano” . Emiliano Sbaraglia ha scritto una lettera per dirci la sua.

Cara minima & moralia,
come molti ho conosciuto minimum fax grazie a Raymond Carver. O meglio, ho conosciuto Raymond Carver grazie a minimum fax. Era il 1998, si fantasticava di un’associazione culturale dal titolo “Panta Ray”, per cercare di diffondere la lettura di uno scrittore allora ancora poco conosciuto, ma già molto amato da chiunque lo leggesse. Un po’ quello che era successo (e che ora in Italia succede sempre grazie ai minimum) per uno dei suoi maestri riconosciuti, Richard Yates, che l’Esquire definì “uno dei grandi scrittori meno famosi d’America”, un altro di quelli che, penna alla mano, abbattono ogni convenzionalità e ogni categoria di genere. D’altra parte era lo stesso Carver a non voler sentir parlare di minimalismo e minimalisti, quasi quanto il vecchio Carlo Marx aveva in uggia marxisti e zone limitrofe.
Immaginiamo quindi la reazione che avrebbe potuto suscitare in un tipo come Carver, specie nel tempo della “pacchia” dell’ultimo suo decennio insieme a Tess Gallagher, l’ultima pagella di Antonio D’Orrico per l’inserto domenicale del “Corriere della Sera”, che per sintetizzare inizia così: “Non abbiamo un Raymond Carver italiano. Mi correggo, non avevamo un Raymond Carver italiano. Ora c’è e si chiama Luciano Ligabue”. Poi l’analisi di una delle firme più temute della critica letteraria italiana si avventura nello specifico: “Anche se versi come: «Certe notti la radio che passa Neil Young sembra avere capito chi sei». O come: «C’è la notte che ti tiene tra le sue tette, un po’ mamma un po’ porca com’è». O, soprattutto, come: «Ci han concesso solo una vita / soddisfatti o no, qua non rimborsano mai» a Carver non sarebbero dispiaciuti”.
Per scrivere di Ligabue come del Carver italiano in occasione dell’uscita del suo ultimo libro (dall’accattivante titolo “Il rumore dei baci a vuoto”) ci vuole veramente un bel pelo sullo stomaco, tanto per citare Vasco, paragone forse più calzante seppur indigesto al cantante di Correggio. Non fosse altro perché D’Orrico va ad alimentare, dalle pagine del primo quotidiano nazionale, quella confusione dei ruoli così tanto di moda nel panorama editoriale italiano (e non solo), dove chi parla di cucina in televisione vende più libri di uno scrittore “puro”. Ma al di là di questo, il solo confronto tra la scrittura di Carver e quanto scrive il “Liga” appare privo di qualsiasi supporto critico. Per carità, lo ammetto: non ho ancora letto l’ultima fatica letteraria di Luciano Ligabue; ma confesso non senza qualche vergogna che nel 2004, durante il Salone del Libro di Torino, mi sono procurato di soppiatto “La neve se ne frega”, presentato in pompa magna nel corso di quella edizione. E a meno che in questi anni, tra una canzone e un concerto, il “nostro” non abbia frequentato numerosi ed efficaci corsi di scrittura creativa (dei quali ho sempre diffidato), la differenza con il nostro Carver credo sia rimasta abissale. Anche perché, per l’appunto, si parla di due mestieri diversi.
Diverso ancora è poi il mestiere di critico letterario, che in virtù delle competenze maturate in materia dovrebbe consigliare al lettore qualcosa per cui vada la pena spendere in tempo e denaro, in un periodo in cui tempo e denaro diventano di giorno in giorno risorse sempre più difficili da trovare.
C’è infine uno spazio da riempire, quello appunto della pagella ne “La Lettura” del Corriere. Uno spazio di cui Ligabue, grazie alla vasta popolarità raggiunta dai suoi “versi in musica” (che secondo D’Orrico ricordano Neil Young), non ha certo bisogno per far conoscere i suoi libri.


A difesa del Liga vorrei dire che secondo me è bravo a scrivere, anche poesie, ma accostarlo a Carver mi pare un po' troppo.
Ultima cosa, vorrei ricordare al mio amico Andrea che stavo scrivendo questo post, a sua insaputa, quando anche lui leggeva dell'articolo di D'Orrico. Quindi non si deve lamentare del fatto che io lo sapevo già e che mi sono adirato con lui... dovrebbe conoscermi!

sabato 5 maggio 2012

American Ciacoe Quartet

Nuova veste e nuovo nome per la nostra serata americana. American Ciacoe Quartet è il nuovo nome, Andy Groove , Mr. Baker, Miss Norway, Frankie Pawn Shop i componenti del gruppo. Parleremo sempre di letteratura, di musica, di film, ma anche di politica e società made in USA del secolo scorso. Tra una lettura e qualche canzone, attraverseremo gli Stati Uniti, dalla grande depressione alla Beat Generation, dalle canzoni traditional al rock energico di Springsteen.
Il debutto lo faremo mercoledì 9 Maggio -ore 20.30- all'Antica Osteria Romana di Santa Giustina in Colle (Pd). Saremo ospiti all'interno della rassegna "A cena con l'autore", rassegna che vedrà ospiti il 16, due importanti autori statunitensi: Allan Guthrie e Victor Gischler. 
Per avere info e prenotare: anticaosteriaromana@gmail.com; 366.5390913; 049.9304442.








martedì 1 maggio 2012

Disperati mai

In questo periodo di crisi profonda e di situazioni drammatiche e nel giorno della festa dei lavoratori, vi invito ad ascoltare la rubrica DISPERATI MAI di RADIO24. Questa è la presentazione che si legge nel sito:
"Radio 24 continua la raccolta delle storie di imprenditori, artigiani, professionisti in difficoltà. L'obiettivo è denunciare le difficoltà gravi che stanno vivendo, in modo che ascolti l’opinione pubblica e, soprattutto, la politica. Abbiamo ricevuto una valanga di testimonianze. Da diversi giorni ormai diamo spazio alla letture delle mail nei programmi Nove in punto, con Oscar Giannino, e Focus economia, con Sebastiano Barisoni.
Purtroppo non possiamo dare soluzioni, solo continuare a parlarne perché nessuno possa dire di non sapere."
Vi allego anche l'editoriale del direttore Fabio Tamburini:
Nel sito della radio potete anche leggere moltissime testimonianze.

Nel giorno della festa dei lavoratori, penso sia doveroso provare a capire anche chi non è operaio o magari dipendente, ma è un imprenditore o professionista, con le stesse problematiche (a volte anche di più) di un dipendente. L'imprenditore onesto merita lo stesso rispetto di un operaio onesto.
La verità è che ci hanno messo gli uni contro gli altri. Ci odiamo, non ci sopportiamo. I giovani vedono male i vecchi, gli italiani non sopportano gli immigrati, gli studenti odiano i lavoratori. Sta morendo l'aspetto umano della società e con lui la società stessa. Siamo destinati ad ucciderci "porta a porta", come 4mila anni fa.