“Quando diciassette mesi fa ho giurato come ministro per le Politiche giovanili e lo Sport eravamo in un’altra era, in un momento completamente diverso da questo. Per molti anni avevo seguito le questioni relative ai diritti dell’infanzia e dei giovani, è sempre stato il centro del mio impegno. Non conoscevo invece il mondo dello sport, al quale mi sono avvicinato con curiosità, rispetto e attenzione."...
giovedì 4 febbraio 2021
Diciassette mesi fa non conoscevo il mondo dello sport [cit.]
martedì 2 febbraio 2021
La vera natura dei politici
Cari politici,
voi sareste
l’”anima razionale”
della società
che,
secondo la convinzione
platonica
deve sovraintendere
all’attività dell’uomo
e governare?
Scusate la mia contrarietà,
ma ritengo che
George Orwell
vi abbia fotografato meglio:
dei porci che,
a costo di comandare
camminano su due gambe
e grugniscono
frasi incomprensibili
ma ammalianti.
martedì 26 gennaio 2021
Kobe
dal momento in cui ho cominciato ad arrotolare i calzini di mio padre
e a lanciare immaginari tiri della vittoria nel Great Western Forum
ho saputo che una cosa era reale:
mi ero innamorato di te
Un amore così profondo che ti ho dato tutto
dalla mia mente al mio corpo
dal mio spirito alla mia anima.
Da bambino di 6 anni
profondamente innamorato di te
non ho mai visto la fine del tunnel.
Vedevo solo me stesso
correre fuori da uno.
E quindi ho corso.
Ho corso su e giù per ogni parquet
dietro ad ogni palla persa per te.
Hai chiesto il mio impegno
ti ho dato il mio cuore
perché c’era tanto altro dietro.
Ho giocato nonostante il sudore e il dolore
non per vincere una sfida
ma perché TU mi avevi chiamato.
Ho fatto tutto per TE
perché è quello che fai
quando qualcuno ti fa sentire vivo
come tu mi hai fatto sentire.
Hai fatto vivere a un bambino di 6 anni il suo sogno di essere uno dei Lakers
e per questo ti amerò per sempre.
Ma non posso amarti più con la stessa ossessione.
Questa stagione è tutto quello che mi resta.
Il mio cuore può sopportare la battaglia
la mia mente può gestire la fatica
ma il mio corpo sa che è ora di dire addio.
E va bene.
Sono pronto a lasciarti andare.
E voglio che tu lo sappia
così entrambi possiamo assaporare ogni momento che ci rimane insieme.
I momenti buoni e quelli meno buoni.
Ci siamo dati entrambi tutto quello che avevamo.
E sappiamo entrambi, indipendentemente da cosa farò,
che rimarrò per sempre quel bambino
con i calzini arrotolati
bidone della spazzatura nell’angolo
5 secondi da giocare.
Palla tra le mie mani.
5… 4… 3… 2… 1…
Ti amerò per sempre,
Kobe
martedì 19 gennaio 2021
Si può fare di più
Oggi parlo di libri, editati e letti, più precisamente del mercato editoriale durante questo nefasto 2020. L'articolo completo lo trovate qui: giornaledibrescia.it/reditoriperditecovid. Sono un bel po' di numeri, sostanzialmente i dati interessanti sono due: le difficoltà delle case editrici per quanto riguarda le pubblicazioni e gli eventi; le letture di libri, che fanno segnare un piccolo aumento.
Il 2020 ... è stato per gli editori «estremamente difficile e incerto»: nove su dieci... hanno previsto per il 2020 una perdita consistente del proprio fatturato rispetto al 2019. Uno su tre editori dal 25% al 50% in meno (32,0%), circa uno su quattro tra il 50% e il 75% (24,9%). Solo il 7,4% ha previsto di non subire perdite. È quanto emerge dalla rilevazione Istat su «Produzione e lettura di libri in Italia». Gli scenari più negativi, in termini di fatturato, sono stati prospettati dagli operatori della piccola e micro-editoria: un micro editore su cinque ha previsto una perdita di oltre il 75%, circa un piccolo editore su quattro ha stimato tra il 50% e il 75% in meno. Il 40% dei medi invece ha previsto una riduzione di circa un quarto del proprio fatturato (fino al 25% in meno), mentre l'8,6% dei grandi ha previsto di non avere alcuna variazione significativa. Tra le conseguenze più evidenti che la prima fase dell'emergenza sanitaria ha avuto sull'attività editoriale, gli intervistati segnalano: la cancellazione o la sospensione degli eventi e delle manifestazioni per la presentazione al pubblico delle nuove proposte editoriali (83,4%), la mancata partecipazione a saloni/festival letterari (74,1%), il ricorso alla cassa integrazione per il proprio personale (30,3%) e la sospensione o la cessazione di contratti con clienti o fornitori (29%). Per fare fronte all'impatto della pandemia, le iniziative promosse e realizzate dagli operatori sono state in primo luogo: il rinvio delle nuove uscite editoriali in programma (79,6%), la revisione del piano editoriale 2020 (74,4%), il potenziamento dei canali di vendita online (56,4%), il ricorso al lavoro in modalità smart working per il personale interno (54,4%). Quasi un operatore su tre (29,2%) ha inoltre promosso l'ampliamento dell'offerta di titoli in formato digitale... gli editori hanno attuato anche delle iniziative di promozione della lettura: il 43,6% ha attivato reti con le librerie indipendenti per la vendita e la consegna di libri a domicilio, il 42,8% organizzato eventi di promozione e interazione con i lettori attraverso i canali social o il proprio sito internet. Il 26,9% degli editori ha organizzato presentazioni online, letture e consigli di lettura.. Durante la prima fase della pandemia la lettura ha accompagnato le giornate di più di 6 persone su 10 (62,6%), rappresentando la terza attività del tempo libero maggiormente svolta... Secondo il rapporto Istat, nel 2019 sono stati pubblicati in media 237 libri al giorno, quasi 1,3 libri ogni mille abitanti; di questi, due terzi sono novità (58,4%) e nuove edizioni (8,5%). Il 40,0% della popolazione di 6 anni e più legge almeno un libro all'anno. Il 77,2% dei lettori legge solo libri cartacei, il 7,9% solo e-book o libri online...
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| Fonte: web |
...Il 53% (considerando il volume complessivo della produzione editoriale in termini di quantità di copie stampate nell'anno di riferimento) di queste sono definibili «micro-editori» (hanno stampato non più di 5.000 copie), il 38,1% piccoli editori (tiratura massima di 100.000 copie), il 6,8% medi editori (tiratura non superiore a un milione di copie), il 2,1% grandi editori (hanno pubblicato titoli per una tiratura superiore a un milione di copie). I «grandi» e «medi» editori insieme realizzano oltre la metà (il 59,1%) della produzione in termini di titoli e il 91,3% della tiratura. Accanto agli operatori di maggiori dimensioni, l'ampia e variegata platea di piccoli e micro-editori... contribuisce per il 40,9% all'offerta dei titoli pubblicati e per quasi un decimo del mercato (8,7%) in termini di tiratura. In media, se i micro e i piccoli editori hanno pubblicato rispettivamente 8 e 43 titoli all'anno, i medi editori hanno prodotto 208 opere librarie e le grandi case editrici 771. I grandi editori contribuiscono per il 63,3% al valore totale della produzione libraria, i medi per il 30,1%, i piccoli e i micro per il rimanente 6,6%. Oltre il 50% degli editori attivi ha sede nel Nord del Paese (31,3% nel Nord-ovest e 18,8% nel Nord-est), il 28,7% al Centro e il 21,2% nel Mezzogiorno (14,7% al Sud e 6,5% nelle Isole)... In assoluto, il pubblico più affezionato alla lettura è rappresentato dalle ragazze tra gli 11 e i 19 anni (oltre il 60% ha letto almeno un libro nell'anno). La quota di lettrici scende sotto il 45% dopo i 55 anni, mentre per i maschi è sempre inferiore al 50% a partire dai 20 anni. Il traino è l'editoria scolastica e per ragazzi: delle 86.475 opere pubblicate nel 2019 più di nove titoli su dieci sono libri (92,6%) mentre i restanti sono opuscoli (7,4%). L'offerta editoriale sta progressivamente integrando la produzione cartacea con quella digitale: ormai quasi la metà (il 45,3%)...
mercoledì 13 gennaio 2021
Un racconto per tutti
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| Fonte: web |
giovedì 7 gennaio 2021
La Repubblica delle banane
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| Fonte: Kotiomkin |
Gli idioti
degli aventi diritto al voto
-Futuro? Ma quale futuro vuole! Dopo quello che è successo non c’è più nessun futuro, siamo fottuti. Il momento difficile, come dice lei e non capisco con quale coraggio, non è affatto alle spalle! Io sono un uomo distrutto, professionalmente e umanamente. A me non interessa un cazzo che gli esami dicano che io sto bene, vada a farsi fottere lei e i suoi esami. Io neanche volevo farli quei fottutissimi esami. Sto vivendo un dramma umano, per colpa del popolo americano che non capisce un cazzo. Ma lei lo sa chi sono io? Sì che lo sa. Eccome. Io sono un cronista della più famosa testata giornalistica del Texas caduto in eterna disgrazia. E sa perché? Sì che lo sa, ma glielo ricordo. Tutta colpa del merdoso popolo di questo paese. Cos’altro le devo dire? In teoria nulla. Capisco perché il candidato repubblicano, che poi adesso è il nostro presidente da qualche mese, abbia vinto in questo benedetto stato, ma non riesco a capacitarmi del perché abbia vinto anche in molti stati dell’est, stati che dovevano andare ai democratici. Ha vinto le elezioni prendendo meno voti sul piano nazionale. Solo altre quattro volte era capitato, tre nell’Ottocento, ha capito bene, Ottocento! L’altra volta era capitato a Bush nel 2000. Gli americani sono dei pazzi e il sistema ancora di più. Pennsylvania e Ohio hanno votato repubblicano, come se Colombo fosse arrivato qui in aereo, si rende conto? A fine 1400 in aereo, una cosa praticamente impossibile. E invece è successo. Porca puttana! E non mi interrompa… Io, e così come me anche il 99,9% dei cronisti, davamo per sicura la vittoria democratica. Trecentosassantaquattro quotidiani appoggiavano la causa democratica e so che lo sa come è andata a finire ma glielo ricordo, è finita che quel fottuto elefante gliela ha messa nel culo all’asino. Il ciuchino si è chinato a piangere finché il cazzo dell’elefante lo trapanava, eccome lo trapanava. E sa dove è andato a eiaculare? Proprio alla casa bianca, rendendola ancora più bianca. E per di più l’asino aveva le emorroidi, ha sofferto le pene dell’inferno e l’ha presa nel culooo! Cose da pazzi. Sa chi dobbiamo ringraziare per tutto questo? Il popolo americano. Il fottutissimo popolo americano! Sono sei mesi che mi prendono per il culo tutti. Da mia moglie, ai miei figli, ai colleghi delle rubriche sportive e quelli di moda, per non parlare di quelli di cronaca. Ero ospite fisso di un programma radiofonico di una delle radio più famose di Austin, e sa perché lo ero? Perché nelle settimane successive a quel maledetto giorno di novembre, le mie presenze alla radio erano commentate da ascoltatori che mi prendevano per il culo. Gente che scriveva mail chiedendomi se le mie previsioni riguardo al sesso coniugale erano sicure come quelle per le elezioni. Un giorno una signora in diretta radiofonica mi ha chiesto se le mie erezioni erano deludenti come le mie previsioni delle elezioni. Si rende conto? Quella vecchia mi ha preso per il culo in diretta radiofonica. Non ho sopportato così tanta umiliazione, non riesco neanche più ad andare a troie, a fine anno ho comunicato al direttore della radio che non sarei più andato e questo stronzo non mi ha detto nulla. Mesi di trasmissione in cui dovevo giustificare i miei errori. Ora vivo con l’ansia di non fare più bene il mio lavoro. Me ne accorgo dai miei articoli, sa?! Tutta colpa degli americani. Capisco il nostro presidente, ha blaterato e promesso cose impossibili per tutta la campagna elettorale, ma il popolo è coglione. Ma come hanno fatto gli americani ad andare contro a tutte le previsioni di noi esperti? Ma le pare giusto? I democratici hanno speso quasi due miliardi di dollari per la fottutissima campagna elettorale, noi esperti del settore, abbiamo analizzato alla perfezione l’andamento delle primarie, prima, e delle elezioni, dopo, ma gli idioti degli aventi diritto al voto non hanno capito un cazzo. Porca puttana, questa non è democrazia!
Questo processo, che interessa prevalentemente le arterie del collo, denominate carotidi, è favorito dall’azione prolungata dell’ipertensione arteriosa non curata sulle pareti dei vasi. A carico di questi depositi, si formano depositi di sangue che possono staccarsi, andare in circolazione e ostruire le arterie. Il risultato finale è una sofferenza delle cellule nervose che non ricevono più i nutrimenti e l’ossigeno necessari per la loro sopravvivenza.
Il signor Smith, cadde rovinosamente al suolo. Il medico provò con la rianimazione e chiamò subito l’ambulanza. Dopo pochi minuti arrivarono i soccorsi. Il signor Smith morì alle 16.42, esattamente dodici minuti dopo quell’ultima parola, democrazia.






