martedì 17 settembre 2013

Snobismi letterari

Oggi vi propongo un articolo molto carino che ho visto su libreriamo.it, parla dei preconcetti degli snob delle lettura. Mi ci riconosco, almeno un po'...
Buona lettura!

 
Spesso i libri sono vittime dei pregiudizi di lettori che, convinti di avere gusti letterari sopraffini, guardano dall’alto in basso tutto ciò che non ritengono all’altezza della loro raffinata sensibilità. Sono gli snob del mondo della lettura, ahimè molto numerosi in questo campo. Lo snobismo non risparmia nessun genere e non guarda in faccia a nessun autore, che si tratti del romanziere Stephen King o del saggista Martin Amis. Ecco perché lo scrittore e giornalista inglese Matt Haig ha ritenuto utile raccogliere, in un post ubblicato sul suo blog, i trenta pregiudizi più diffusi da sfatare sulla lettura. Perché i libri non accettano alcun tipo di snobismo, che si tratti di un dramma shakespeariano o di un volume della trilogia delle “Cinquanta sfumature”. Qui di seguito riportiamo i primi quindici. Gli altri ve li riveleremo prossimamente...
 
1. Lo snobismo fa sì che le persone si preoccupino troppo di cosa leggere. E le persone preoccupate smettono di entusiasmarsi. 
 
2. Lo snobismo spesso fa scegliere libri sbagliati. Il pregiudizio diffuso è quello che la maggior parte delle persone desideri libri leggeri, e che solo pochi “esemplari”, ormai quasi in via d’estinzione, possano apprezzare libri di un certo calibro. 
 
3. Se qualcosa è popolare, non significa che non sia di qualità. Basti pensare al successo di Shakespeare e dei Beatles. 
 
4. Contrariamente a quanto si crede, i teenagers hanno molti più neuroni attivi degli adulti. 
 
5. Il fatto di essere in radio o sulle prime pagine del New York Times non rende automaticamente qualcosa migliore. 
 
6. Il libro molto spesso non è meglio del film. 
 
7. La meraviglia è universale. Non c’è uomo al mondo che sia entrato nella Cappella Sistina e non sia rimasto a bocca aperta alzando lo sguarda i suoi affreschi. Questo fa di Michelangelo un artista di basso livello?
 
8. Gli ebook valgono tanto quanto i libri cartacei, l’importante è il contenuto.
 
9. Lo snobismo finge di rivolgersi verso certi libri, ma in realtà è diretto verso le persone. Gli snob sminuiscono il gusto degli altri per sentirsi migliori di loro.
 
10. Spesso si abbandona un libro solo perché è catalogato in un genere considerato di serie B, non perché non piaccia il contenuto. Si tratta senza alcun dubbio di un atteggiamento razzista. 
 
11. Spesso si disprezza un libro a causa della classe sociale del suo autore. Virginia Woolf, che Matt Haig definisce “il santo patrono del libro snob”, quando lesse l’“Ulisse” lo definì un libro analfabeta scritto da “un uomo che lavora, e tutti sappiamo quanto i lavoratori siano angosciati”. 
 
12. Tu sei solo uno dei 7,000,000,000 di persone che popolano la Terra. Non potrai mai essere migliore di tutti loro, ma puoi essere felice di considerarti “uno di loro”. 
 
13. Le uniche persone che sono felici di essere “incomprese” sono quelle che non hanno nulla da dire. 
 
14. Credere che un libro sia migliore perché è difficile da capire è come credere che un edificio sia migliore perché non ha le porte. 
 
 15. Shakespeare non andò mai all’università. Ha anche raccontato barzellette (alcune brutte, è vero. Ma non lo si può criticare per averci provato). 
 
16. Trama non è una parolaccia. Una trama avvincente è un ingrediente fondamentale. La trama è il vecchio criminale che trova la redenzione. La trama è la ricerca della vittoria, o dell’amore. La trama è il desiderio di azione, che è sintomatico del pensare, del muoversi e dell’essere vivi. 
 
17. I blogger non hanno distrutto la critica letteraria. 
 
18. Ci può essere tanta bellezza in parole, frasi e capitoli brevi esattamente come in quelli lunghi. Peraltro, si sa che i passeri volano più alto dei pavoni. 
 
19. I premi letterari sono il risultato di sei persone che si riuniscono in una stanza e scendono a compromessi.
 
20. Il libro più osannato di un autore è spesso quello su cui lui ha lavorato meno duramente, di cui è meno orgoglioso.
 
21. Leggere un determinato libro non ti rende più intelligente, esattamente come bere assenzio non ti trasforma in Van Gogh. E’ come leggi, non tanto che cosa leggi, che fa la vera differenza. 
 
22. Non bisogna mai mortificare qualcuno perché non ha letto un libro. I libri sono fatti per guarire, non per ferire. 
 
23. Non ha senso vantarsi di amare solo i libri realistici. E’ come vantarsi di non avere immaginazione.
 
24. Solo perché un romanzo è poliziesco, non significa che l’autore l’abbia scritto unicamente per vendere e far soldi. Potrebbe semplicemente significare che gli piacciono le storie di detective e indagini.
 
25. La semplicità è un molto più difficile da ottenere della complessità. E’ per questo motivo che esistono gli editori. 
 
26. Amazon è il male. Sì, ok, abbiamo capito. Ma non bisogna essere snob con le persone che comprano su Amazon, visto che più o meno tutti facciamo la spesa al supermercato. 
 
27. Non continuiamo a ripetere quanto ci piaccia l’odore dei libri. E’ come dire che amiamo il suono del cioccolato. 
 
28. Se siete autori, non continuate a preoccuparvi del genere di libro che state scrivendo, o del tipo di persone che lo potrebbero leggere, altrimenti non riuscirete mai a liberare la fantasia e rimarrete come intrappolati in una sala dove non succede nulla. 
 
29. Il nodo focale della scrittura è quello di riuscire a comunicare con il mondo, con gli altri esseri umani. Siamo tutti lontani chilometri. Non abbiamo reali mezzi di connessione, ad esclusione del linguaggio. E la forma più profonda del linguaggio è la narrazione.
 
30. Le grandi storie fanno appello al nostro io più profondo. E’ per questo che le storie sono nemiche dello snobismo, e un libro snob è nemico del libro.   

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